martedì, Luglio 14, 2026
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Commissione d’inchiesta Covid: auditi Widmann e i vertici degli ospedali comprensoriali

by Massimiliano Maglione

Si è svolta questa mattina, sotto la presidenza di Brigitte Foppa, una nuova seduta della Commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid-19 negli anni 2020-2023 e sull’individuazione delle responsabilità. In apertura è stato ascoltato l’ex assessore provinciale alla Sanità Thomas Widmann, oggi consigliere provinciale e componente della stessa Commissione.

Widmann: “Margini ridotti, molte decisioni imposte da Roma”

Secondo quanto riferito dalla presidente Foppa al termine della prima parte dei lavori, Widmann avrebbe ricondotto gran parte delle misure adottate in Alto Adige durante l’emergenza sanitaria a disposizioni provenienti dal Governo centrale, evidenziando la complessità delle trattative con il Ministero e il limitato margine di autonomia decisionale.

L’ex assessore avrebbe inoltre espresso una rilettura critica di alcune scelte adottate nel periodo emergenziale. In particolare, sui test di massa ha ammesso che non avrebbero prodotto i risultati sperati. Quanto alle misure governative, Widmann avrebbe affermato che “contro alcune misure non sostenibili ci saremmo dovuti ribellare”, con riferimento soprattutto alle restrizioni che hanno inciso sulle residenze per anziani — dove molte persone sono morte in solitudine — e sull’infanzia e l’adolescenza, segnate da due anni di limitazioni.

Audizione congiunta dei direttori ospedalieri

È seguita un’audizione in forma di panel con i responsabili degli ospedali comprensoriali dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige in carica all’epoca della pandemia. Sono intervenuti:

Irene Pechlaner, già direttrice del Comprensorio sanitario di Merano Kurt Habicher, direttore medico facente funzione dell’ospedale di Silandro Gottfried Kühebacher, direttore medico dell’ospedale di San Candido Michael Engl, medico responsabile della Direzione medica dell’ospedale di Vipiteno

La presidente Foppa ha definito la modalità del panel come un tentativo di introdurre una nuova formula di audizione, utile a favorire un confronto diretto sui principali nodi emersi nella gestione dell’emergenza.

Vaccinazioni e proporzionalità delle misure

Tra i temi centrali, le vaccinazioni. La presidente ha evidenziato come anche all’interno della Commissione vi siano sensibilità differenti sul punto. I direttori medici hanno tuttavia riferito che la campagna vaccinale ha rappresentato un momento di svolta per le strutture ospedaliere, determinando un sensibile miglioramento della situazione clinica e organizzativa.

Pur riconoscendo l’esistenza di effetti collaterali e conseguenze ancora oggi oggetto di osservazione, i responsabili sanitari si sono dichiarati sostenitori della vaccinazione, allora come oggi.

Sul fronte della proporzionalità delle misure, sono state poste domande sull’efficacia delle chiusure scolastiche e sull’utilità dei test per l’allentamento delle restrizioni. I medici hanno descritto quel periodo come caratterizzato da decisioni assunte in condizioni di forte pressione, con la priorità assoluta di garantire la tenuta delle terapie intensive. In alcuni frangenti, è stato riferito, la situazione è precipitata in tempi molto rapidi.

Assistenza non Covid e rallentamenti

Nel corso dell’audizione si è affrontato anche il tema dell’eventuale eccessiva concentrazione delle risorse sanitarie sul Covid-19. Dalla riflessione condivisa è emerso che altre attività hanno inevitabilmente subito rallentamenti: in diversi ospedali l’attività chirurgica ordinaria si è drasticamente ridotta e si ipotizza che anche prevenzione e diagnosi precoce abbiano registrato significative battute d’arresto. È stato inoltre confermato che molte persone hanno evitato di recarsi in ospedale per timore del contagio.

Sospensioni del personale e carenza di organico

La Commissione ha chiesto chiarimenti anche sulle sospensioni del personale sanitario non vaccinato. È stato illustrato il numero delle sospensioni e quello dei successivi rientri in servizio. Nella maggior parte dei casi il reintegro è avvenuto, con eccezione delle aree di Venosta e Merano, dove la vicinanza alla Svizzera ha storicamente favorito una maggiore mobilità del personale sanitario, fenomeno accentuato durante la pandemia.

I direttori medici hanno spiegato che le sospensioni sono state disposte in applicazione delle norme statali e “a malincuore”; laddove vi siano state carenze di sensibilità nella gestione dei casi individuali, è stata espressa disponibilità a riconoscerlo.

Residenze per anziani e rapporto sanità-sociale

Particolarmente delicato il capitolo relativo alla collaborazione tra sanità e ambito sociale, con specifico riferimento alle residenze per anziani. Secondo quanto riportato dalla presidente, è emersa la consapevolezza che il coordinamento avrebbe potuto essere più efficace e che le strutture residenziali avrebbero dovuto essere sostenute maggiormente. Le morti in solitudine rappresentano, a posteriori, uno degli aspetti più dolorosi della gestione emergenziale.

Proseguono le audizioni

I lavori della Commissione proseguono nel pomeriggio con un ulteriore panel che coinvolge esperti sanitari provenienti da Germania e Austria. È prevista inoltre l’audizione dell’attuale direttore generale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, Christian Kofler.

L’attività della Commissione proseguirà nelle prossime settimane con l’obiettivo di ricostruire in modo puntuale le scelte adottate tra il 2020 e il 2023, valutandone efficacia, criticità e responsabilità istituzionali.

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R.G. 247/2023 Tribunale di Bolzano Reg. Stampa 1 – Editore Maglione Massimiliano

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