Con l’arrivo delle alte temperature aumenta anche il rischio che i cani, soprattutto quelli più sensibili o già predisposti alla reattività, manifestino segnali di stress che possono sfociare in comportamenti aggressivi. A lanciare l’allarme è Sabrina Franchin, addestratrice, educatrice e divulgatrice cinofila specializzata nel recupero comportamentale dei cani reattivi, che invita i proprietari a imparare a leggere il linguaggio dell’animale per prevenire situazioni di rischio.
Secondo l’esperta, il caldo non rende improvvisamente aggressivo un cane equilibrato, ma può abbassare la soglia di tolleranza negli animali già stressati o emotivamente fragili. Il riposo meno efficace, l’irritabilità e la stanchezza possono infatti favorire reazioni più intense rispetto al normale.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione anche dopo la pubblicazione di uno studio sulla rivista Animals, dedicato agli attacchi mortali dei cani in Italia tra il 2009 e il 2025. L’analisi evidenzia come molti degli episodi fossero associati a fattori di rischio riconoscibili e potenzialmente prevenibili grazie a una maggiore consapevolezza dei proprietari e a una corretta gestione degli animali.
Per Sabrina Franchin la prevenzione passa soprattutto dall’educazione. Imparare a riconoscere segnali come irrigidimento del corpo, sguardo fisso, sbadigli ripetuti, leccamento del naso, tendenza ad allontanarsi, ringhio o ipervigilanza consente di intervenire prima che il disagio degeneri. In questi casi è importante evitare di forzare il contatto, non insistere con carezze o giochi e rispettare i tempi del cane.
Durante il periodo estivo, inoltre, vacanze, viaggi, rumori, presenza costante dei bambini e incontri con persone o cani sconosciuti possono aumentare ulteriormente il livello di tensione nei soggetti più sensibili. Per questo l’esperta consiglia di evitare le passeggiate nelle ore più calde, garantire sempre acqua fresca e zone d’ombra, mantenere una routine stabile, privilegiare attività rilassanti e rivolgersi a un professionista ai primi segnali di aggressività o forte disagio.
«Il cane aggressivo non è un cane cattivo», sottolinea Franchin, spiegando che nella maggior parte dei casi si tratta di un animale che vive una condizione di paura, frustrazione o stress e che cerca di comunicare il proprio malessere ben prima di arrivare al morso. Per questo, conclude l’esperta, una maggiore cultura cinofila e proprietari più preparati rappresentano gli strumenti più efficaci per garantire sicurezza, benessere animale e una convivenza serena.
