giovedì, Agosto 6, 2026
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Passaggio generazionale, migliaia di imprese a rischio tra Alto Adige e Trentino

by Massimiliano Maglione

Il passaggio generazionale si conferma una delle principali sfide per il futuro del sistema produttivo locale e nazionale. Secondo un’indagine realizzata dalla CNA su oltre 2.000 imprenditori italiani, nei prossimi anni saranno oltre un milione le imprese chiamate ad affrontare il delicato tema della successione aziendale. In Trentino-Alto Adige il fenomeno riguarda circa 13.000 attività: 7.000 in Alto Adige e 6.000 in Trentino.

Lo studio evidenzia come oltre l’80% degli imprenditori over 40 abbia già preso in considerazione il tema della trasmissione dell’azienda, ma più della metà non abbia ancora avviato un percorso concreto per pianificare il passaggio di consegne.

I dati mostrano che il ricambio generazionale funziona soprattutto all’interno della famiglia, dove il passaggio va a buon fine in quasi due casi su tre. Molto più complicata, invece, la cessione dell’impresa a dipendenti o a soggetti esterni. In questi casi emergono difficoltà legate alla mancanza di acquirenti, alle scarse risorse economiche disponibili e alla complessità nel trovare accordi soddisfacenti.

Il rischio concreto è che migliaia di aziende siano costrette a chiudere per assenza di successione. In regione si stimano circa 10.400 imprese potenzialmente a rischio: 5.800 in Alto Adige e 4.500 in Trentino. Una situazione che potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’economia locale e sull’occupazione.

Tra i principali ostacoli segnalati dagli imprenditori figurano l’eccessiva burocrazia, la pressione fiscale, il costo del lavoro e la difficoltà nel reperire personale qualificato. A questi si aggiunge il problema dell’accesso al credito, sempre più complicato soprattutto per micro e piccole imprese e per chi vorrebbe rilevare un’attività già esistente.

Il tema riguarda anche la tutela delle competenze professionali, in particolare nel settore artigiano, dove il rischio non è soltanto la chiusura dell’azienda ma anche la perdita di conoscenze e tradizioni che rappresentano un patrimonio economico e culturale del territorio.

L’indagine mette inoltre in evidenza un progressivo invecchiamento del tessuto imprenditoriale: gli imprenditori under 40 rappresentano appena l’11,3% del campione analizzato. Nonostante questo, proprio l’artigianato continua a mostrare segnali positivi, con oltre il 68% dei giovani imprenditori attivi in questo settore.

Nonostante le difficoltà e le incertezze, oltre l’83% degli imprenditori intervistati si dichiara comunque soddisfatto della propria scelta professionale, confermando la forte resilienza del tessuto produttivo italiano.

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