BOLZANO – Prosegue il percorso di sensibilizzazione promosso dalla Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, che torna a puntare i riflettori su una patologia ancora troppo spesso sottovalutata: l’endometriosi.
Si tratta di una malattia cronica e frequentemente dolorosa, caratterizzata dalla presenza di tessuto simile a quello dell’endometrio al di fuori dell’utero. Nonostante colpisca circa una donna su dieci in età fertile, il riconoscimento diagnostico arriva spesso con anni di ritardo, con conseguenze significative sulla qualità della vita delle persone interessate.
Per questo motivo la Commissione, nell’ambito della campagna avviata nell’autunno 2025, promuove un nuovo appuntamento pubblico in programma il 9 aprile al Filmclub di Bolzano. La serata si aprirà alle ore 17.30 con la proiezione del documentario “Nicht die Regel” (“Non è la regola”), in lingua tedesca e senza sottotitoli.
«Prendiamo sul serio la salute delle donne e alziamo insieme la voce, per una medicina che riconosca il dolore delle donne invece di psicologizzarlo – afferma Ulrike Oberhammer, presidente della Commissione pari opportunità –. L’endometriosi non è solo una questione femminile, ma un problema che riguarda l’intera società. Serve una politica che finanzi la salute delle donne come diritto umano e una cultura che non consideri le mestruazioni un difetto, ma parte dell’essere umano».
Al termine della proiezione è previsto un momento di approfondimento con una tavola rotonda bilingue (italiano e tedesco), che metterà a confronto competenze mediche, esperienze associative e testimonianze dirette.
Interverranno:
Martin Steinkasserer, primario di ginecologia dell’Ospedale di Bolzano Miriam Leopizzi, presidente dell’associazione endometriosi NoiConVoi Sara Critelli, donna affetta da endometriosi
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma volto a informare, abbattere tabù e promuovere una maggiore attenzione sanitaria e sociale verso una patologia che, nonostante la sua diffusione, continua a essere poco conosciuta e spesso minimizzata.
L’obiettivo è chiaro: aumentare la consapevolezza, favorire diagnosi più tempestive e garantire alle persone colpite un percorso di cura adeguato e dignitoso.
