BOLZANO – L’associazione Il Papavero Der Mohn rafforza il proprio impegno a sostegno della cittadinanza con due nuove iniziative dedicate alla diffusione di una cultura della cura più attenta alla persona e ai suoi bisogni.
“A disposizione”: un servizio settimanale di consulenza
Il primo progetto, intitolato “A disposizione”, offrirà ogni giovedì mattina dalle 9.00 alle 12.00 – previo appuntamento telefonico – uno spazio di ascolto e supporto presso la sede dell’associazione. A curare gli incontri sarà il dottor Massimo Bernardo, con colloqui personalizzati in base alle esigenze dei singoli.
Il servizio si concentra su due aspetti fondamentali:
la valorizzazione delle cure palliative, spesso erroneamente percepite come “ultima spiaggia”, ma che in realtà, se attivate già al momento di una diagnosi grave, consentono di migliorare la qualità della vita e affrontare con più serenità situazioni difficili; il supporto nella compilazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), uno strumento di grande responsabilità e consapevolezza, che in Italia è ancora poco utilizzato (circa il 2% della popolazione lo ha redatto).
«Il progetto – sottolinea la presidente dell’associazione Mara Zussa – non è un ambulatorio medico, ma un’iniziativa di consulenza e accompagnamento resa possibile grazie all’impegno dei volontari e alla disponibilità del dottor Bernardo».
“I Martedì del Papavero”: incontri di approfondimento e confronto
Accanto al servizio settimanale, partirà anche un nuovo ciclo di appuntamenti pubblici intitolato “I Martedì del Papavero”, curato sempre dal dottor Massimo Bernardo, già primario del Servizio aziendale di cure palliative dell’Ospedale San Maurizio di Bolzano.
Gli incontri, che avranno cadenza mensile a partire da martedì 23 settembre 2025 (ore 17.30 – 19.30, sede dell’associazione, massimo 30 partecipanti su prenotazione), saranno dedicati a temi complessi e di grande attualità:
cosa sono le cure palliative, quando e perché intraprenderle; le DAT e i riferimenti normativi collegati; le questioni etiche e mediche legate a suicidio assistito, eutanasia e sedazione palliativa profonda, con particolare attenzione alle differenze tra queste pratiche.
La formula scelta sarà quella di un incontro informale e interattivo, con ampio spazio a domande e riflessioni.
«Con questo progetto – spiega Mara Zussa – vogliamo dare risposta alle numerose richieste di confronto e approfondimento che riceviamo. È un modo per mettere a disposizione della comunità la nostra esperienza, creando occasioni di dialogo in un clima accogliente e rispettoso».