ROMA/BOLZANO – Arriva il primo via libera parlamentare al decreto-legge che introduce misure urgenti per garantire la continuità dell’attività giudiziaria dopo il crollo che, lo scorso 16 luglio, ha reso inagibile il Palazzo di Giustizia di Bolzano.
Il Comitato permanente per i pareri della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati ha espresso il proprio nulla osta al provvedimento, riconoscendone la piena conformità ai principi costituzionali. Relatore del provvedimento è stato il deputato altoatesino Alessandro Urzì, che ha evidenziato come la materia rientri nella competenza legislativa esclusiva dello Stato.
Il decreto-legge, composto da tre articoli, contiene una serie di misure straordinarie per consentire la riorganizzazione delle attività del Tribunale e della Procura di Bolzano dopo il cedimento strutturale dell’edificio.
Tra le principali disposizioni figura il rinvio d’ufficio delle udienze civili e penali fissate tra il 16 luglio e il 30 settembre 2026, con l’esclusione di quelle già regolarmente celebrate prima dell’entrata in vigore del decreto. Nello stesso periodo vengono inoltre sospesi i termini processuali, fatta eccezione per i procedimenti caratterizzati da particolare urgenza o indifferibilità.
Restano esclusi dalla sospensione anche i procedimenti relativi ai reati di criminalità organizzata e terrorismo, per i quali continuano a decorrere i termini delle indagini preliminari.
Il decreto disciplina inoltre gli effetti sulla prescrizione e sulle misure cautelari nei procedimenti interessati dalla sospensione, stabilendo che il periodo di blocco non venga conteggiato ai fini della ragionevole durata del processo. Le nuove disposizioni operano inoltre in deroga alla consueta sospensione feriale dei termini processuali.
Nella relazione illustrata al Comitato, Urzì richiama la consolidata giurisprudenza della Corte costituzionale, secondo cui sospensioni temporanee dei termini processuali, motivate da eventi straordinari e limitate nel tempo, non violano il diritto di difesa né il principio di uguaglianza, purché siano giustificate da circostanze eccezionali come quelle verificatesi a Bolzano.
Con il parere favorevole del Comitato Affari Costituzionali, il provvedimento prosegue ora il proprio iter parlamentare e passerà all’esame della Commissione Giustizia della Camera per la prosecuzione della discussione e della conversione in legge.
