giovedì, Maggio 7, 2026
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Sanità e PA, certificazioni linguistiche sotto accusa: “Serve una riforma concreta e immediata”

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – Il recente scandalo legato ai certificati linguistici falsi in ambito sanitario ha riacceso con forza il dibattito sull’efficacia del sistema di attestazione del bilinguismo in Alto Adige. Un tema delicato, che tocca direttamente la qualità dei servizi pubblici e la sicurezza dei pazienti.

A intervenire è il consigliere del Team K ed esperto del settore sanitario Franz Ploner, che questa settimana porterà nuovamente la questione all’attenzione del Consiglio provinciale, chiedendo un cambio di rotta deciso e pragmatico.

Secondo quanto emerso nelle scorse settimane, sarebbero almeno 25 i casi accertati di certificazioni linguistiche falsificate, con 22 attestati già revocati. Un fenomeno che ha suscitato forte preoccupazione nell’opinione pubblica e tra gli operatori del settore.

Ma al centro della polemica non c’è solo l’illegalità. Ploner punta il dito contro un sistema che, a suo dire, rischia di penalizzare professionisti qualificati. Emblematici alcuni casi riportati dalla stampa locale: nel 2022 un medico di base di Andriano ha perso il contratto con l’Azienda sanitaria pur vantando anni di esperienza, pazienti soddisfatti e una buona padronanza di entrambe le lingue ufficiali, semplicemente per non aver superato l’esame C1. Situazione analoga anche a Colle Isarco.

“Si sta anteponendo il certificato alla persona – evidenzia Ploner – e questo finisce per spingere alcuni verso scorciatoie illegali per ragioni professionali”.

La proposta del Team K guarda a modelli già adottati nei Paesi di lingua tedesca, dove ai medici stranieri viene richiesto un livello B2 per la comunicazione generale, affiancato da una verifica di livello C1 specifica per il linguaggio medico-specialistico.

“Non si tratta di abbassare gli standard – precisa Ploner – ma di renderli più aderenti alla realtà lavorativa. Serve una strutturazione delle competenze linguistiche che sia concreta e applicabile nella pratica quotidiana”.

Sulla stessa linea anche l’assessore provinciale alla Sanità Hubert Messner, che ha più volte ribadito come la comunicazione nella lingua madre rappresenti un elemento fondamentale per garantire cure di qualità.

A rafforzare la richiesta di riforma è anche il leader del Team K Paul Köllensperger: “Con liste d’attesa sempre più lunghe, è preferibile avere un medico che sappia comunicare in modo efficace a livello B2 piuttosto che non averne affatto. I pazienti lo chiedono, e molti medici condividono questa posizione”.

Il nodo resta politico e strutturale. Da anni si discute della necessità di rivedere un sistema ritenuto da molti troppo rigido e distante dalla realtà operativa. Lo scandalo dei certificati falsi potrebbe ora rappresentare il punto di svolta per una riforma attesa da tempo.

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