mercoledì, Agosto 5, 2026
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Patentini di bilinguismo falsi, Urzì: «Punire gli illeciti, ma ora serve una riflessione sul sistema»

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – «Ogni tipo di condotta illegale dovrà essere sanzionata perché la legge non si viola mai. E chi lo fa deve pagarne il prezzo. Ma sarebbe un grave errore limitarsi a considerare lo scandalo dei patentini di bilinguismo falsi come una semplice somma di comportamenti individuali, senza interrogarsi sulle cause che hanno favorito questo fenomeno».

È questa la posizione espressa dall’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia del Trentino-Alto Adige e presidente della Commissione paritetica dei Sei, intervenuto sul caso delle presunte certificazioni di bilinguismo contraffatte, ribadendo innanzitutto «piena fiducia nel lavoro degli inquirenti».

Secondo Urzì, l’inchiesta della Guardia di Finanza, che avrebbe evidenziato una diffusione significativa del fenomeno, impone una riflessione politica oltre che giudiziaria. «Chi ha scelto questa strada – osserva – avrebbe violato la legge con l’obiettivo di poter lavorare. Un aspetto che non può lasciare indifferenti, soprattutto se molti di quei posti sarebbero probabilmente rimasti vacanti senza personale in possesso del patentino».

Per il parlamentare, la vicenda mette in evidenza una criticità strutturale del mercato del lavoro altoatesino: da un lato la forte domanda di personale, dall’altro i vincoli che, in alcuni settori, rendono difficile coprire le posizioni disponibili.

Urzì ribadisce che il bilinguismo rappresenta «una delle colonne portanti dell’autonomia», poiché garantisce ai cittadini il diritto di utilizzare la propria lingua madre nei rapporti con la pubblica amministrazione. Tuttavia, ricorda come già oggi siano state introdotte forme di maggiore flessibilità per alcune assunzioni nello Stato, limitatamente ai ruoli che non prevedono contatti diretti con il pubblico.

«La Commissione dei Sei – spiega – ha già approvato norme che consentono maggiore elasticità nell’assunzione di personale statale privo di rapporti con l’utenza. Per il personale provinciale e comunale la competenza è invece della Provincia».

L’esponente di Fratelli d’Italia ritiene che il confronto debba ora estendersi anche ai settori più in difficoltà, come sanità e servizi sociali, dove la carenza di personale è ormai cronica. In questi ambiti, sostiene, andrebbe valutata l’introduzione di deroghe significative, anche rispetto al principio della proporzionale etnica, senza compromettere la tutela linguistica garantita dallo Statuto di autonomia.

Infine, Urzì richiama anche le opportunità offerte dalle nuove tecnologie: «Nell’era dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di traduzione in tempo reale, molti bisogni primari di comunicazione con l’utenza possono essere soddisfatti efficacemente».

Per il deputato, la vicenda dei patentini falsi rappresenta quindi un campanello d’allarme che non può essere ignorato. «Derubricare questa inchiesta a una semplice questione di responsabilità individuali, senza coglierne il valore sociale e politico, sarebbe un errore che le prossime generazioni non ci perdonerebbero. È il momento di avviare una riflessione profonda sul sistema».

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