Il coordinatore di Forza Alto Adige replica al commissario provinciale e rilancia la scuola politica con Giorgio Holzmann: «Proposte concrete e confronto, ma il nostro sostegno non è scontato».
BOLZANO – Si inasprisce lo scontro interno a Forza Italia in Alto Adige. Il professor Gerardo Scibelli, coordinatore di Forza Alto Adige, interviene con una lunga presa di posizione in risposta al commissario provinciale Christian Bianchi e al direttivo che lo sostiene, contestando la gestione del partito e chiedendo maggiore partecipazione, confronto e capacità di iniziativa politica.
Al centro della replica ci sono la legittimità della presa di posizione del direttivo, il mancato coinvolgimento della base e le difficoltà, secondo Scibelli, nel trasformare le proposte politiche in iniziative concrete.
Le critiche al direttivo e alla gestione del partito
Scibelli esprime innanzitutto perplessità sul comunicato diffuso a sostegno di Bianchi, sostenendo che il direttivo non si sarebbe mai riunito per deliberare quella presa di posizione. Il coordinatore di Forza Alto Adige solleva inoltre dubbi sulla rappresentatività dell’organismo, nominato e non eletto, e sui criteri utilizzati per definirne la composizione.
Nel mirino finisce anche l’attività organizzativa del partito. Secondo Scibelli, le commissioni interne indicate da Bianchi come attive e operative non avrebbero registrato una partecipazione significativa, mentre gli incontri politici coinvolgerebbero prevalentemente una ventina di persone, senza un reale percorso di apertura e partecipazione della base.
Scibelli critica inoltre una comunicazione politica che, a suo giudizio, si concentrerebbe soprattutto su comunicati stampa e inaugurazioni di opere pubbliche progettate e decise da amministrazioni precedenti, talvolta anche vent’anni fa.
La scuola politica e il confronto con Bianchi
Un altro punto di frizione riguarda la proposta di organizzare una scuola politica. Scibelli riferisce che, dopo la conferenza stampa con cui era stata annunciata l’iniziativa, Bianchi avrebbe comunicato nello stesso giorno l’intenzione di promuovere un percorso analogo.
Una coincidenza che il coordinatore considera significativa, soprattutto alla luce di quella che definisce una prolungata inerzia sul tema. Per Scibelli, la formazione politica dovrebbe rappresentare un’occasione concreta per valorizzare competenze e coinvolgere nuove persone.
L’iniziativa, annuncia, sarà portata avanti comunque, a spese dei promotori e con il coordinamento dell’onorevole Giorgio Holzmann.
«Forza Italia rischia di scomparire dal dibattito cittadino»
La questione, secondo Scibelli, non riguarda soltanto i rapporti personali, ma il ruolo politico di Forza Italia a Bolzano. Il coordinatore richiama la situazione dei due consiglieri comunali del partito, sostenendo che, pur facendo parte dell’area di maggioranza, Forza Italia sarebbe di fatto esclusa dalla Giunta e incontrerebbe difficoltà nel dare seguito alle proprie proposte.
Scibelli precisa di non aver attribuito direttamente a Bianchi la volontà di impedire l’attività dei consiglieri, ma gli contesta la responsabilità politica di aver accettato una situazione che, a suo giudizio, rischia di marginalizzare il partito nel dibattito cittadino.
La risposta annunciata è operativa: oltre alla scuola politica, Forza Alto Adige intende elaborare proposte concrete da trasformare in mozioni da presentare al Consiglio comunale di Bolzano.
Qualora Forza Italia decidesse di respingerle indipendentemente dal loro contenuto, Scibelli afferma che le proposte potrebbero essere sottoposte ad altri gruppi consiliari disponibili a valutarle.
«Nessuna intenzione di trasformare Forza Alto Adige in un partito»
Il coordinatore respinge anche l’ipotesi che l’iniziativa possa nascondere un progetto elettorale autonomo. «Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare Forza Alto Adige in un partito politico né di presentarci alle prossime elezioni provinciali», chiarisce, precisando tuttavia che il sostegno a Forza Italia non può essere considerato automatico in assenza delle necessarie condizioni politiche e organizzative.
Scibelli sostiene di aver presentato a Bianchi diverse proposte, riproposte più volte nel tentativo di avviare un confronto costruttivo, senza ottenere risultati concreti. Nella sua ricostruzione, il dialogo sarebbe stato accompagnato anche da episodi di insulto, circostanza che lo ha spinto a rendere pubbliche le proprie critiche.
La richiesta di una nuova guida politica
La presa di posizione si conclude con una contestazione complessiva dell’attuale gestione del partito. Scibelli sostiene che Forza Italia in Alto Adige abbia bisogno di una guida capace di ascoltare, valorizzare le competenze, coinvolgere gli iscritti e costruire una presenza stabile sul territorio.
«La nostra critica non nasce da ambizioni personali», è il senso del messaggio lanciato dal coordinatore, che rivendica la volontà di mettere al centro il lavoro politico e l’interesse della comunità.
Lo scontro con Bianchi si inserisce così in una fase di evidente tensione interna, nella quale il confronto non riguarda più soltanto le modalità organizzative, ma anche la strategia e il futuro del partito in provincia di Bolzano. La scuola politica e le mozioni annunciate da Scibelli rappresenteranno ora un banco di prova concreto per verificare la possibilità di ricomporre la frattura o se le divisioni siano destinate ad approfondirsi.
