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	<title>Politica &#8211; Bolzano Quotidiano</title>
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	<title>Politica &#8211; Bolzano Quotidiano</title>
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		<title>Stipendi degli insegnanti, aumenti dal 27 ottobre: fino a 7.500 euro lordi in più all’anno</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/stipendi-degli-insegnanti-aumenti-dal-27-ottobre-fino-a-7-500-euro-lordi-in-piu-allanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 19:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[Stipendi degli insegnanti, aumenti dal 27 ottobre: fino a 7.500 euro lordi in più all’anno]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>In Alto Adige circa 10.000 docenti delle scuole statali riceveranno il primo stipendio adeguato ai nuovi importi. Previsti aumenti retroattivi dal 1° gennaio 2026, con gli arretrati liquidati in un’unica soluzione.</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO.</strong> Arrivano gli aumenti salariali per circa 10.000 insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado dell’Alto Adige. Da martedì 27 ottobre, il personale docente ed educativo delle scuole a carattere statale riceverà per la prima volta lo stipendio adeguato ai nuovi importi previsti dai contratti collettivi.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’aumento avrà effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. Nella busta paga saranno quindi riconosciuti anche gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per le scuole a carattere provinciale, invece, l’adeguamento degli stipendi era già stato applicato a settembre.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Aumenti di almeno 5.300 euro lordi all’anno</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’incremento retributivo varierà in base all’anzianità di servizio. Per gli insegnanti interessati è previsto un aumento di almeno <strong>5.300 euro lordi all’anno</strong>.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Diverso il trattamento per chi non possiede uno specifico titolo di studio o l’abilitazione all’insegnamento: in questi casi l’incremento effettivo sarà di circa 2.000 euro lordi annui.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Un ulteriore beneficio riguarderà i docenti a inizio carriera in possesso dei titoli di studio richiesti. Il loro inquadramento in una fascia di anzianità superiore, con decorrenza dal 1° settembre 2026, sarà implementato nelle prossime settimane.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per questa categoria, l’aumento complessivo potrà arrivare a circa <strong>7.500 euro lordi all’anno</strong>. Il nuovo inquadramento non sarà tuttavia già visibile nella busta paga del 27 ottobre.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Amhof: «Rafforziamo l’attrattività della professione»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’assessora provinciale al Personale, Magdalena Amhof, considera l’adeguamento salariale un risultato importante per il sistema scolastico altoatesino.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«Abbiamo dato seguito al nostro impegno preso nel programma di governo, rafforzando nettamente l’attrattività delle professioni pedagogiche, anche per i futuri nuovi assunti in possesso del titolo di studio», ha dichiarato Amhof, esprimendo fiducia in un impatto positivo sul reclutamento del personale nei prossimi anni.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’obiettivo è rendere le professioni educative più competitive e valorizzare la formazione necessaria per esercitarle, in un contesto nel quale la disponibilità di personale qualificato rappresenta una sfida per il sistema scolastico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Stanziati 60 milioni di euro all’anno</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’adeguamento degli stipendi richiederà risorse aggiuntive significative. Per il solo aumento mensile delle retribuzioni del personale docente ed educativo delle scuole a carattere statale sono stati stanziati circa <strong>60 milioni di euro per anno finanziario</strong>.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’intervento si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del comparto dell’istruzione. Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026 erano già stati aumentati i compensi per le ore straordinarie, le indennità per l’accompagnamento degli alunni e i rimborsi delle spese di vitto e alloggio per i servizi fuori sede.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Anche nel 2025 il settore dell’istruzione era stato interessato da un adeguamento strutturale degli stipendi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Achammer: «Una retribuzione adeguata per un lavoro qualificato»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sulla stessa linea l’assessore provinciale all’Istruzione e cultura tedesca, Philipp Achammer, che sottolinea il legame tra riconoscimento economico, professionalità e qualità dell’insegnamento.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«Chi si aspetta dalle insegnanti e dagli insegnanti un’elevata professionalità e un impegno costante deve anche garantire loro una retribuzione adeguata», ha affermato Achammer.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Secondo l’assessore, il nuovo aumento salariale rappresenta un riconoscimento concreto per il personale delle scuole statali e contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza alla professione.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">Un investimento che, nelle intenzioni della Provincia, punta quindi non soltanto a migliorare le condizioni economiche degli insegnanti, ma anche a rendere più attrattiva la carriera scolastica e a sostenere la qualità dell’offerta formativa per gli studenti altoatesini.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Rifiuti in Alto Adige, approvata la bozza del nuovo Piano provinciale: obiettivo meno 13.200 tonnellate entro il 2030</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/rifiuti-in-alto-adige-approvata-la-bozza-del-nuovo-piano-provinciale-obiettivo-meno-13-200-tonnellate-entro-il-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2026 13:37:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[Rifiuti in Alto Adige, approvata la bozza del nuovo Piano provinciale: obiettivo meno 13.200 tonnellate entro il 2030]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>Raccolta differenziata al 72,7%, meno rifiuti in discarica e maggiore recupero dei materiali. Per la prima volta, il piano includerà anche la bonifica delle aree contaminate.</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato il 23 ottobre la bozza del nuovo <strong>Piano provinciale di gestione dei rifiuti e delle bonifiche di aree inquinate 2030</strong>. Il documento punta a rafforzare l’economia circolare, ridurre la produzione di rifiuti e promuovere un utilizzo più sostenibile delle risorse, in linea con gli obiettivi europei di tutela ambientale e climatica.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La principale novità è l’unificazione degli attuali strumenti di pianificazione relativi ai rifiuti domestici e speciali, ai quali si aggiunge per la prima volta un capitolo specificamente dedicato alla bonifica delle aree potenzialmente contaminate.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«Da anni l’Alto Adige dispone di un’efficace pianificazione in materia di rifiuti. In futuro ci sarà un nuovo strumento di pianificazione unico», ha dichiarato l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima, Peter Brunner, illustrando il provvedimento al termine della seduta di Giunta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Raccolta differenziata, l’obiettivo è superare il 72%</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il piano parte da una situazione considerata positiva, ma individua nuovi traguardi da raggiungere entro il 2030.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nel 2023 la raccolta differenziata dei rifiuti domestici in Alto Adige ha raggiunto circa il 69,5%. L’obiettivo è portare questa percentuale almeno al <strong>72,7% entro il 2030</strong>.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Un altro punto centrale riguarda la riduzione dei rifiuti prodotti rispetto alla crescita economica. Secondo gli obiettivi indicati nel piano, per ogni euro generato dall’economia altoatesina si dovrà produrre il 5% in meno di rifiuti domestici rispetto alla situazione attuale.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«L’economia può crescere, ma la montagna di rifiuti non deve farlo nella stessa misura», ha spiegato Giulio Angelucci, direttore dell’Ufficio provinciale Gestione rifiuti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Meno discariche e più recupero dei materiali</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nel 2023 soltanto il 2,3% circa dei rifiuti domestici è stato conferito in discarica. La Provincia intende mantenere questa quota al di sotto del 5% anche entro il 2030.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Parallelamente, si punta ad aumentare le percentuali di riciclaggio e recupero, che nel 2023 si attestavano complessivamente intorno al 53-59%, con l’obiettivo di raggiungere circa il 61-65% entro la fine del decennio.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La strategia coinvolgerà anche i rifiuti speciali, per i quali è prevista una riduzione del 5% rispetto alla crescita economica, oltre al potenziamento del recupero dei materiali e dell’energia.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà riservata ai rifiuti da costruzione e demolizione, alle apparecchiature elettriche ed elettroniche, ai fanghi di depurazione e ai residui derivanti dai processi di trattamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nel mirino rifiuti alimentari, plastica e tessuti igienici</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Tra le misure previste figurano interventi mirati per limitare la produzione di alcune tipologie di rifiuti particolarmente rilevanti: gli scarti alimentari, gli imballaggi in plastica e i tessuti igienici.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La bozza prevede inoltre di sostenere le strutture dedicate al riutilizzo, alla riparazione e al riciclaggio, favorendo un modello nel quale i materiali possano essere impiegati più a lungo prima di diventare rifiuti.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’obiettivo complessivo è ambizioso: <strong>ridurre la produzione di rifiuti di circa 13.200 tonnellate entro il 2030</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Per la prima volta un capitolo sulle aree contaminate</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Un’altra novità riguarda l’inserimento, all’interno del piano provinciale, di una sezione dedicata alle aree potenzialmente contaminate.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Le attività previste comprendono il censimento sistematico dei siti, la definizione delle priorità per gli interventi di bonifica e la promozione del riutilizzo delle aree interessate. Si tratta di un approccio che punta a integrare la gestione dei rifiuti con il recupero del territorio e la tutela ambientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ora la Valutazione Ambientale Strategica</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il nuovo piano aggiorna e riunisce gli strumenti provinciali attualmente in vigore, tra cui il Piano provinciale di gestione dei rifiuti del 2000, i successivi aggiornamenti e il Piano di gestione dei rifiuti speciali del 2017.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’iniziativa consentirà alla Provincia autonoma di Bolzano di adeguare la propria pianificazione alle disposizioni del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti e agli obiettivi europei in materia di economia circolare e contrasto ai cambiamenti climatici.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">Dopo il via libera della Giunta alla bozza, il prossimo passaggio sarà la <strong>Valutazione Ambientale Strategica (VAS)</strong>. In questa fase, le istituzioni interessate e i gruppi di interesse potranno esaminare il documento e presentare le proprie osservazioni prima del completamento dell’iter di approvazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Forza Italia Alto Adige, scontro sul comunicato di Bianchi: il fronte interno si divide</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/forza-italia-alto-adige-scontro-sul-comunicato-di-bianchi-il-fronte-interno-si-divide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 18:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Forza Italia Alto Adige, scontro sul comunicato di Bianchi: il fronte interno si divide]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la riunione del direttivo provinciale, il commissario rivendica la fiducia del partito e il sostegno di <strong>Gasparri</strong>. Ma i contestatori del nuovo comitato Forza Alto Adige, con il coordinatore <strong>Gerardo Scibelli</strong>, contestano la diffusione della nota e la ricostruzione della telefonata con il senatore. Le tensioni restano aperte e i prossimi giorni potrebbero rivelarsi decisivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">BOLZANO – Il comunicato diffuso da <strong>Christian Bianchi</strong>, assessore provinciale e commissario di Forza Italia in Alto Adige, dopo la riunione del direttivo provinciale di ieri sera a Bolzano, non sembra aver ricomposto le tensioni interne al partito. Al contrario, la nota, che ribadisce la fiducia nella guida provinciale e richiama il sostegno della dirigenza nazionale, ha aperto un nuovo fronte di contestazione da parte di chi si oppone all’attuale gestione del movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel documento, Bianchi descrive un direttivo orientato a superare le divisioni delle ultime settimane, confermando la fiducia nel commissario e valorizzando il lavoro svolto dal febbraio 2025. Un passaggio centrale riguarda la telefonata di Maurizio Gasparri, intervenuto durante la riunione per esprimere, secondo quanto riportato nel comunicato, il sostegno della dirigenza nazionale alla guida provinciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nota richiama inoltre la necessità di affrontare le divergenze all’interno degli organismi del partito, nel rispetto dei ruoli e delle regole condivise. Un messaggio che punta a riaffermare la legittimità della gestione Bianchi e a ricondurre il confronto entro i confini dell’organizzazione ufficiale di Forza Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La contestazione di Gerardo Scibelli: «Il comunicato non era stato condiviso»</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio sulla diffusione del documento che si concentra una parte significativa delle contestazioni. I rappresentanti dell’area critica nei confronti dell’attuale gestione, in particolare il coordinatore Gerardo Scibelli, contestano le modalità con cui la nota è stata resa pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la loro ricostruzione, il comunicato non sarebbe stato preventivamente autorizzato da tutti i componenti del direttivo, ma soltanto da una parte dei membri. Una circostanza che, se confermata, aprirebbe un problema non soltanto politico, ma anche relativo alla rappresentatività della posizione presentata pubblicamente come espressione dell’intero organismo provinciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un secondo elemento di dissenso riguarda la richiesta di mantenere il silenzio stampa per alcuni giorni, che sarebbe stata avanzata durante il confronto interno. La diffusione della nota, in questo quadro, viene contestata proprio perché ritenuta in contrasto con l’esigenza di lasciare spazio a una fase di riflessione e di confronto prima di assumere ulteriori iniziative pubbliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La telefonata di Gasparri al centro delle divergenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’altro punto delicato riguarda il contenuto della telefonata tra Maurizio Gasparri e Christian Bianchi. Nel comunicato ufficiale, l’intervento del senatore viene presentato come una chiara manifestazione di sostegno al commissario provinciale e al percorso politico avviato in Alto Adige.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La versione contestata da Scibelli e dall’area critica, tuttavia, non coinciderebbe pienamente con la ricostruzione contenuta nella nota. Anche su questo passaggio emergono quindi interpretazioni differenti di quanto sarebbe stato detto nel corso del confronto telefonico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al momento, le due ricostruzioni restano distinte e non è possibile considerare definitivamente chiariti i termini della vicenda. La divergenza, tuttavia, è politicamente rilevante: il sostegno della dirigenza nazionale rappresenta infatti uno degli elementi su cui Bianchi fonda la legittimazione della propria guida provinciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un partito sempre più frammentato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là delle singole contestazioni, il quadro che emerge è quello di un partito attraversato da una frattura sempre più evidente. Da una parte, il commissario provinciale cerca di consolidare la propria posizione, rivendicando i risultati raggiunti e il sostegno dei vertici nazionali. Dall’altra, l’area critica mette in discussione non soltanto alcune scelte politiche, ma anche le modalità con cui vengono rappresentate all’esterno le decisioni e gli orientamenti del direttivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nascita e l’attività del nuovo comitato Forza Alto Adige si inseriscono in questo scenario di tensione, rendendo ancora più complesso il tentativo di ricomporre le diverse anime del movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel comunicato, Bianchi insiste sulla necessità di riportare l’attenzione sui temi che riguardano i cittadini: casa, lavoro, imprese, sicurezza, infrastrutture e giovani. Ma, prima di tornare a concentrarsi sull’attività politica e amministrativa, Forza Italia in Alto Adige dovrà probabilmente affrontare una questione preliminare: chiarire chi abbia titolo a esprimere la posizione ufficiale del partito e su quali basi possano essere assunte e comunicate le decisioni degli organismi provinciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I prossimi giorni decisivi per il futuro di Forza Italia</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partita, dunque, resta aperta. Saranno le prossime mosse dei protagonisti, gli eventuali chiarimenti sulla riunione e il confronto con la dirigenza nazionale a indicare se esistano ancora margini per una ricomposizione oppure se la contrapposizione sia destinata ad aggravarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non si possono escludere decisioni politiche anche significative, ma al momento è prematuro anticiparne la natura o gli effetti. Molto dipenderà dalla capacità delle parti di trovare un punto di equilibrio tra la legittimità della guida commissariale, le richieste dell’area critica e il ruolo dei vertici nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa, però, appare evidente: il comunicato nato per trasmettere un’immagine di unità e fiducia non ha, almeno per ora, chiuso la discussione. La vicenda apre anzi nuovi interrogativi sulla tenuta degli equilibri interni e sul futuro di Forza Italia in Alto Adige. E proprio nei prossimi giorni si capirà se prevarrà la ricerca di una mediazione o se la frattura porterà a scelte destinate a segnare il futuro del partito sul territorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Andrea Cappello: «La politica torni a occuparsi del bene comune». Una riflessione che riguarda anche Bolzano</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/andrea-cappello-la-politica-torni-a-occuparsi-del-bene-comune-una-riflessione-che-riguarda-anche-bolzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 15:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Andrea Cappello: «La politica torni a occuparsi del bene comune». Una riflessione che riguarda anche Bolzano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>Dallo scontro permanente alla necessità di ritrovare il senso più autentico dell’impegno pubblico. Il vicepresidente di Fiera Bolzano e vicepresidente di CNA riflette sul linguaggio della politica, sul ruolo dei social network e sulla distanza crescente tra cittadini e istituzioni. Temi che toccano da vicino anche la realtà altoatesina.</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO</strong> – Che cosa significa oggi fare politica? E soprattutto, quanto è rimasto del significato originario di questa parola nel dibattito pubblico contemporaneo? Sono domande che meritano una riflessione, soprattutto in un periodo in cui il confronto politico sembra spesso lasciare spazio alle polemiche, agli attacchi personali e alla contrapposizione permanente.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Bolzano Quotidiano ha voluto soffermarsi su questi interrogativi attraverso il pensiero di Andrea Cappello, vicepresidente di Fiera Bolzano e vicepresidente di CNA, che propone una riflessione sul ruolo della politica e sulla necessità di recuperare il valore del confronto, della responsabilità e della ricerca del bene comune.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il punto di partenza è il significato stesso della parola politica. Nell’antica Grecia, la <em>politiké téchne</em> indicava l’arte di governare la città e di organizzare la vita della comunità. Per filosofi come Platone e Aristotele, la politica non rappresentava soltanto l’esercizio del potere, ma anche uno strumento attraverso il quale perseguire la giustizia, la convivenza civile e il benessere collettivo.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Un significato che, nella lettura di Cappello, sembra oggi rischiare di essere messo in secondo piano da una comunicazione sempre più orientata allo scontro.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il problema, infatti, non è che esistano idee differenti o posizioni contrapposte. Il confronto è parte essenziale della democrazia e rappresenta uno degli strumenti attraverso cui una società può crescere. La difficoltà nasce quando la necessità di prevalere sull’avversario finisce per contare più delle proposte, quando la critica lascia spazio all’attacco personale e quando il dibattito si concentra sulla delegittimazione di chi la pensa diversamente, anziché sulla ricerca di soluzioni.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Una dinamica che riguarda anche il modo in cui la politica viene raccontata e percepita quotidianamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quando la polemica prende il posto delle proposte</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">I social network hanno profondamente modificato il rapporto tra politica e cittadini. La possibilità di comunicare direttamente con il pubblico ha aperto nuove opportunità di partecipazione, ma ha anche favorito una competizione continua per conquistare visibilità e attenzione.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">In un ambiente nel quale i contenuti più provocatori possono ottenere rapidamente una grande diffusione, il rischio è che il messaggio più aggressivo finisca per prevalere su quello più ragionato. Uno slogan può diventare più efficace di un programma articolato, una polemica può occupare più spazio di una proposta concreta e una dichiarazione può essere utilizzata soprattutto per alimentare lo scontro.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">A pagarne il prezzo è la qualità del dibattito pubblico. Quando ogni argomento viene trasformato in una contrapposizione tra schieramenti, diventa più difficile riconoscere le ragioni dell’altro e individuare punti di convergenza. Il confronto perde così la sua funzione costruttiva e rischia di diventare una competizione permanente, nella quale il consenso immediato assume più importanza dei risultati nel tempo.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">È proprio questa deriva che invita a interrogarsi sul significato dell’impegno politico: amministrare una comunità significa affrontare problemi complessi, assumersi responsabilità e prendere decisioni, anche quando queste richiedono mediazione e non garantiscono un consenso immediato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una riflessione che riguarda da vicino Bolzano e l’Alto Adige</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il ragionamento acquista un significato particolare anche nella realtà locale. A Bolzano e in Alto Adige, il dibattito politico si confronta quotidianamente con questioni concrete: l’accesso alla casa, la sicurezza, la mobilità, il costo della vita, il lavoro, i servizi pubblici e le prospettive di sviluppo del territorio.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sono temi che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone e che richiedono risposte credibili, competenze e capacità di ascolto. Le differenze tra le forze politiche sono legittime e, in molti casi, inevitabili. Ciò che conta è che il confronto non perda di vista l’obiettivo finale: migliorare la vita della comunità.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">In un territorio caratterizzato da una pluralità di sensibilità culturali, linguistiche e sociali, la capacità di dialogare assume un valore ancora maggiore. La ricerca di un accordo non significa necessariamente rinunciare alle proprie convinzioni, così come riconoscere il valore di una proposta proveniente da un altro schieramento non equivale a sconfessare la propria identità politica.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Al contrario, la capacità di trovare soluzioni condivise può rappresentare un segno di responsabilità istituzionale.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La riflessione di Cappello invita quindi a guardare oltre la contrapposizione tra maggioranza e opposizione, chiedendosi quanto spazio venga effettivamente dedicato ai problemi dei cittadini e quanto, invece, alle polemiche che accompagnano il confronto politico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I valori non appartengono a un solo schieramento</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Uno dei passaggi più significativi del suo ragionamento riguarda il superamento delle etichette ideologiche. Il rispetto delle regole non può essere considerato un valore esclusivo di una parte politica, così come l’attenzione verso le persone in difficoltà non può essere rivendicata come prerogativa di un solo schieramento.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Una comunità ha bisogno di entrambe le cose: regole chiare e rispetto della legalità, ma anche solidarietà, attenzione alle fragilità e capacità di sostenere chi attraversa un momento difficile.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La questione non è stabilire quale parte politica possa attribuirsi il merito di rappresentare determinati valori. Il vero confronto dovrebbe riguardare il modo in cui questi principi vengono tradotti in decisioni, politiche pubbliche e risultati concreti.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">È un invito a uscire da una logica nella quale ogni tema viene immediatamente interpretato attraverso una contrapposizione ideologica. Le persone possono avere sensibilità diverse e, allo stesso tempo, condividere l’esigenza di vivere in una città più sicura, avere servizi efficienti, trovare una casa accessibile e poter contare su istituzioni capaci di rispondere alle necessità della collettività.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio di perdere il rapporto con i cittadini</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">C’è poi una conseguenza che merita particolare attenzione: l’allontanamento delle persone dalla politica.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Quando il dibattito pubblico viene percepito come una successione di accuse, polemiche e scontri personali, chi non si riconosce in queste modalità può scegliere di prendere le distanze. Non necessariamente perché abbia perso interesse per i problemi della società, ma perché non trova più nel confronto politico uno spazio nel quale riconoscersi.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">È un rischio che riguarda anche le amministrazioni locali, chiamate a mantenere un rapporto diretto con i cittadini e a dimostrare, attraverso il proprio operato, che la partecipazione può produrre risultati.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La fiducia non si costruisce soltanto con le dichiarazioni, ma attraverso la trasparenza, la coerenza tra parole e fatti, la capacità di ascoltare le critiche e la disponibilità a rendere conto delle decisioni assunte.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La politica ha certamente bisogno di comunicare, ma non può ridursi alla comunicazione. Ha bisogno di visibilità, ma non può fare della ricerca di consenso il proprio unico obiettivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ritrovare il senso della politica</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La riflessione di Andrea Cappello riporta così al centro una domanda fondamentale: che cosa ci si aspetta da chi sceglie di impegnarsi nella vita pubblica?</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La risposta non può essere semplicemente la capacità di prevalere in una discussione o di ottenere maggiore visibilità rispetto agli avversari. Ci si aspetta soprattutto la capacità di affrontare i problemi, individuare priorità, assumersi responsabilità e lavorare per il futuro della comunità.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Questo non significa immaginare una politica senza conflitti o senza critiche. Una democrazia viva ha bisogno di opinioni differenti, di opposizioni capaci di controllare l’operato di chi governa e di maggioranze in grado di sostenere le proprie scelte con argomenti e risultati. Ma il confronto dovrebbe mantenere una finalità costruttiva, senza trasformare ogni divergenza in una guerra personale.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">È un tema che riguarda la politica nazionale, ma che trova nella dimensione locale una delle sue espressioni più concrete. Perché è nelle città, nei quartieri e nei rapporti quotidiani tra istituzioni e cittadini che si misura davvero la capacità della politica di rispondere alle esigenze delle persone.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il messaggio che emerge dalla riflessione di Cappello è, in definitiva, un richiamo a recuperare il significato più autentico dell’impegno pubblico: occuparsi della comunità, rispettare le differenze e cercare soluzioni nell’interesse generale.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">Una riflessione che Bolzano e il suo territorio possono fare propria, senza rinunciare al confronto democratico, ma ricordando che il valore della politica non si misura soltanto dalle parole pronunciate o dagli scontri che riesce a generare. Si misura soprattutto dalla capacità di trasformare le idee in azioni e di migliorare concretamente la vita delle persone.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Röchling Automotive, cassa integrazione a zero ore per 620 dipendenti: la vicinanza del Comune di Laives</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/economia/rochling-automotive-cassa-integrazione-a-zero-ore-per-620-dipendenti-la-vicinanza-del-comune-di-laives/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 11:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bolzanoquotidiano.it/?p=19603</guid>

					<description><![CDATA[Röchling Automotive, cassa integrazione a zero ore per 620 dipendenti: la vicinanza del Comune di Laives]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>Dal 26 al 31 ottobre stop a zero ore per i lavoratori dello stabilimento. Il sindaco Giovanni Seppi: «Lavoriamo per tutelare l’occupazione e la stabilità economica delle famiglie».</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">LAIVES – Preoccupazione per il futuro dei lavoratori della Röchling Automotive di Laives. L’azienda ha attivato la cassa integrazione a zero ore dal 26 al 31 ottobre per 620 dipendenti dello stabilimento, una misura che si inserisce nel difficile contesto attraversato dal settore automobilistico a livello europeo e internazionale.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">A esprimere la vicinanza dell’amministrazione comunale alle persone coinvolte è il sindaco Giovanni Seppi, che ha voluto rivolgere un messaggio di solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, sottolineando le ripercussioni che una misura di questo tipo può avere sui bilanci domestici.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«Desidero esprimere la nostra più sincera e forte vicinanza alle lavoratrici, ai lavoratori e alle loro famiglie», ha dichiarato Seppi, evidenziando la consapevolezza dell’impatto economico che la cassa integrazione può comportare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La crisi dell’automotive e il calo degli ordini</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Secondo il sindaco, la situazione dello stabilimento si inserisce in una crisi più ampia che sta interessando l’intero comparto automobilistico. Il forte calo degli ordini a livello europeo e internazionale sta mettendo in difficoltà anche aziende considerate solide e di eccellenza.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Röchling Automotive rappresenta infatti una realtà produttiva importante per Laives e per l’intero indotto. La continuità dello stabilimento assume quindi un valore strategico non soltanto per i dipendenti direttamente coinvolti, ma anche per il tessuto economico del territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Comune in contatto con la direzione aziendale</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’amministrazione comunale riferisce di essersi già attivata, avviando un contatto con la direzione aziendale per comprendere più da vicino l’evoluzione della situazione.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’obiettivo, ha spiegato Seppi, è mantenere alta l’attenzione nei prossimi mesi, sostenendo sia i lavoratori sia l’azienda e monitorando gli sviluppi della crisi.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«Il nostro obiettivo è restare al fianco sia dei lavoratori sia dell’azienda», ha affermato il sindaco, indicando come priorità la tutela dei posti di lavoro, la stabilità economica delle famiglie e la salvaguardia di un presidio industriale fondamentale per la città.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">La situazione resta dunque sotto osservazione, in un momento delicato per il settore automotive e per le prospettive occupazionali del territorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Emergenza freddo in Alto Adige, scontro in Consiglio sui senzatetto: respinta la mozione dei Verdi per l’aumento dei posti letto</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/senzatetto-in-alto-adige-bocciata-la-mozione-dei-verdi-14-si-16-no-e-2-astensioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 17:12:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bolzanoquotidiano.it/?p=19588</guid>

					<description><![CDATA[Senzatetto in Alto Adige, bocciata la mozione dei Verdi: 14 sì, 16 no e 2 astensioni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>Brigitte Foppa chiedeva più posti letto per l’inverno, un piano vincolante per l’emergenza freddo e un numero attivo 24 ore su 24. Kompatscher: «Con il grande freddo può intervenire la Protezione civile». Al centro del dibattito anche i lavoratori che non riescono a permettersi un alloggio.</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO</strong> – Nessuno dovrebbe essere costretto a dormire per strada durante l’inverno, soprattutto in una provincia ricca come l’Alto Adige. È il principio alla base della mozione n. 462/26 presentata da Brigitte Foppa, insieme a Madeleine Rohrer e Zeno Oberkofler del Gruppo Verde, per chiedere nuove misure a sostegno delle persone senza dimora. La proposta è stata respinta dal Consiglio provinciale con <strong>14 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astensioni</strong>.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il confronto ha portato in aula una questione che riguarda non soltanto l’emergenza invernale, ma anche la disponibilità di alloggi, il coordinamento tra istituzioni e servizi sociali e il fenomeno crescente delle persone che, pur avendo un lavoro, non riescono a sostenere i costi di una casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>A luglio 261 persone senza un posto fisso dove dormire</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nel presentare la mozione, Foppa ha ricordato che nel luglio 2026, secondo i dati citati in aula, <strong>261 persone in Alto Adige non disponevano di un posto fisso dove dormire</strong>. Circa il 30% risultava essere di passaggio sul territorio.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La consigliera ha sottolineato che il problema non è esclusivamente stagionale, ma diventa particolarmente grave durante i mesi freddi, quando trascorrere la notte all’aperto può rappresentare un serio pericolo per la salute.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per l’inverno 2026/27 la Provincia ha indicato una disponibilità massima di 240 posti nei centri di accoglienza notturna invernale, oltre ai posti attivi durante tutto l’anno. La dotazione comprende 40 posti di emergenza, 25 posti del progetto Dormizil e ulteriori disponibilità distribuite sul territorio: 70 a Bolzano, 45 a Merano, 20 a Bressanone, 20 a Brunico e 20 a Laives.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Secondo Foppa, tuttavia, non è possibile prevedere con certezza quante persone avranno bisogno di un riparo durante l’inverno. Per questo sarebbero necessarie ulteriori capacità di riserva e un sistema capace di distribuire l’accoglienza sull’intero territorio provinciale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sette richieste per affrontare l’emergenza freddo</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La mozione chiedeva alla Giunta provinciale di intervenire su sette fronti: predisporre posti letto e alloggi di emergenza sufficienti e sicuri, prevedendo anche capacità di riserva; elaborare un piano vincolante per stabilire quando attivare ulteriori posti e chi debba occuparsene; valutare il sostegno ai progetti di <em>Housing First</em> attraverso i fondi europei FSE+.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Tra le altre proposte figuravano la disponibilità di servizi igienici pubblici e armadietti sicuri per gli effetti personali, un migliore coordinamento tra Comuni, servizi sociali e associazioni, l’istituzione di un numero telefonico dedicato all’emergenza freddo attivo 24 ore su 24 e la garanzia di un riparo sicuro per chi si trova in una situazione di pericolo immediato, indipendentemente dalla nazionalità e dallo status di residenza.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Foppa ha insistito sulla necessità di un approccio strutturale, che non si limiti a predisporre posti letto nei mesi invernali, ma comprenda prevenzione, accesso ad alloggi sostenibili e assistenza sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Repetto: «In una terra ricca nessuno dovrebbe morire congelato»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sandro Repetto (Partito Democratico) ha sostenuto la proposta, affermando che su un tema simile non dovrebbe nemmeno essere necessario discutere.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il consigliere ha richiamato il dibattito sul sistema SAI, il Sistema di accoglienza e integrazione, ricordando il voto contrario espresso dal Consiglio comunale di Bolzano a una proposta relativa al sistema di accoglienza. Ha inoltre criticato la mancanza di risorse e progettualità sufficienti, secondo la sua valutazione, per affrontare la situazione.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Repetto ha ricordato i tentativi compiuti in passato, quando era assessore comunale alle Politiche sociali, insieme all’allora assessora provinciale Martha Stocker, per distribuire le persone senza dimora sul territorio attraverso il programma Sprar, predecessore del sistema SAI.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per il consigliere, in una provincia di confine è inevitabile che vi siano persone in transito prive di un alloggio. Servono quindi soluzioni concrete e un rapporto più chiaro tra istituzioni pubbliche e associazioni impegnate nell’assistenza.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Anche Alex Ploner (Team K) ha richiamato la necessità di misurare il valore di una società dal modo in cui tratta le persone più fragili. Il consigliere ha evidenziato il caso di chi possiede un contratto di lavoro ma non riesce comunque a trovare una sistemazione, citando il progetto Dormizil e le difficoltà segnalate dai suoi responsabili.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Ploner ha ricordato anche la proposta, avanzata in passato, di utilizzare conventi non più occupati per offrire alloggi, sottolineando come oggi il problema non riguardi soltanto la povertà estrema, ma anche l’impossibilità di pagare un affitto con il proprio stipendio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Knoll e Leiter Reber: servono anche assistenza e personale</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha condiviso la necessità di impedire che le persone dormano all’aperto durante il gelo, ma ha avvertito che la questione non può essere risolta esclusivamente aumentando il numero dei posti letto.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Secondo Knoll, occorre garantire anche personale, assistenza e sicurezza nelle strutture. Ha inoltre osservato che alcune persone rifiutano di entrare nei centri di accoglienza e che le politiche adottate dovrebbero tenere conto anche di questo aspetto.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha ricordato le linee guida provinciali del 2017, sostenendo che per molto tempo l’assistenza alle persone senza dimora è stata portata avanti soprattutto dai volontari. Ha riconosciuto le misure avviate dalla Giunta, ma ha giudicato difficile garantire che nessuno possa più morire di freddo.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il consigliere ha inoltre richiamato il fenomeno dei lavoratori, compresi gli stagionali del settore turistico, che non riescono a trovare un alloggio accessibile. Un problema che, secondo Leiter Reber, dovrebbe essere affrontato anche coinvolgendo i datori di lavoro, in un territorio che ha bisogno di personale per sostenere la propria economia turistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I Verdi: «A Bolzano 50 persone con un lavoro vivono in strada»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Madeleine Rohrer, cofirmataria della mozione, ha definito la questione un problema strutturale, sottolineando che la possibilità di ritrovarsi senza una casa può dipendere da condizioni economiche e sociali molto fragili.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Rohrer ha citato il caso di circa 50 persone a Bolzano che, secondo quanto riferito in aula, avrebbero un posto di lavoro a tempo indeterminato pur vivendo per strada, richiamando anche situazioni di discriminazione legate al colore della pelle e alla religione.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Zeno Oberkofler ha invece criticato la maggioranza comunale di Bolzano per la bocciatura, avvenuta il giorno precedente, di una mozione relativa a un finanziamento nazionale per una struttura destinata alle persone senza dimora. Per il consigliere verde, respingere proposte di questo tipo significa rinunciare a soluzioni concrete davanti a un problema evidente.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Di segno opposto l’intervento di Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia), che ha respinto le accuse di inerzia rivolte alle amministrazioni. Scarafoni ha ricordato che il Comune di Bolzano ha messo a disposizione 70 posti, oltre ad altri 20 per la Protezione civile.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La consigliera ha inoltre citato il caso di un giovane morto di freddo tre anni fa, affermando di aver verificato personalmente che all’epoca vi fossero posti disponibili nelle strutture, ma che il giovane non avesse voluto presentare domanda di ingresso.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Scarafoni ha difeso le regole di accesso ai centri, che prevedono la verifica della presenza sul territorio e la presentazione dei documenti presso l’Infopoint, sostenendo che tali procedure abbiano contribuito a evitare la necessità di interventi delle forze dell’ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Kompatscher: «Con il grande freddo può intervenire la Protezione civile»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiarito che il principio relativo alla protezione delle persone in situazione di emergenza freddo, indipendentemente dalla nazionalità e dallo status di residenza, è già attuato. Ha tuttavia precisato che per l’accesso alle strutture è prevista l’identificazione tramite documento, in linea con le procedure adottate a livello europeo.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Kompatscher ha osservato che il fenomeno dei senzatetto è cambiato nel tempo: accanto alle situazioni di marginalità conosciute da anni, oggi si aggiungono quelle legate ai flussi migratori e alla cosiddetta <em>working poverty</em>, cioè la condizione di chi lavora ma non dispone di risorse sufficienti per permettersi un alloggio.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il presidente ha ricordato che esistono strutture attive durante tutto l’anno e centri di accoglienza notturna invernale distribuiti sul territorio. Quando le temperature diventano particolarmente rigide, può intervenire la Protezione civile, con la possibilità di attivare ulteriori 60 posti letto a livello provinciale, di cui 20 a Bolzano.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Kompatscher ha inoltre richiamato la responsabilità dei datori di lavoro, soprattutto nei settori che necessitano di personale stagionale, sottolineando la possibilità di realizzare alloggi per i lavoratori.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pamer: «Sette punti che coinvolgono competenze diverse»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’assessora provinciale Rosmarie Pamer ha ribadito che trovare soluzioni per le persone senza dimora rappresenta una priorità del suo assessorato e che il confronto con i Comuni è già in corso.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Pamer ha tuttavia evidenziato che i sette punti della mozione coinvolgono competenze differenti, distribuite tra Provincia, Comuni e Protezione civile. Ha espresso sostegno al modello <em>Housing First</em>, ricordando che in passato sono stati finanziati cinque progetti per un totale di 7 milioni di euro.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per quanto riguarda gli armadietti destinati alla custodia degli effetti personali e i servizi igienici pubblici, l’assessora ha richiamato la responsabilità dei Comuni. Ha inoltre ricordato l’esistenza di un tavolo di coordinamento tra i gestori dei centri di accoglienza, assicurando che il lavoro proseguirà per migliorare l’offerta.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nella replica finale, Foppa ha contestato la distanza tra le dichiarazioni della Provincia e i messaggi provenienti dal Comune di Bolzano, respingendo le accuse di strumentalizzazione ideologica. «Si parla di cose pratiche e della ricerca di soluzioni, ma soprattutto di diritti umani», è stato il senso del suo intervento.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">La mozione è stata infine respinta con <strong>14 voti favorevoli, 16 contrari e 2 astensioni</strong>. Il confronto ha evidenziato un accordo di principio sulla necessità di tutelare le persone più fragili, ma anche profonde divergenze sulle regole di accesso all’accoglienza, sulle responsabilità istituzionali e sulle misure da adottare per affrontare l’emergenza abitativa in Alto Adige.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaccini pediatrici, bocciata in Consiglio provinciale la mozione di Holzeisen: no allo studio su vaccinati e non vaccinati</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/vaccini-pediatrici-bocciata-in-consiglio-provinciale-la-mozione-di-holzeisen-no-allo-studio-su-vaccinati-e-non-vaccinati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 17:08:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bolzanoquotidiano.it/?p=19585</guid>

					<description><![CDATA[Vaccini pediatrici, bocciata in Consiglio provinciale la mozione di Holzeisen: no allo studio su vaccinati e non vaccinati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>La consigliera di Vita chiedeva uno studio retrospettivo e uno prospettico sulla salute dei bambini e degli adolescenti tra 0 e 16 anni in Alto Adige. L’assessore Hubert Messner ha contestato le premesse scientifiche della proposta. La mozione è stata respinta con votazioni separate sui singoli punti.</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO</strong> – Niente studio comparativo sullo stato di salute dei bambini e degli adolescenti vaccinati e non vaccinati in Alto Adige. Il Consiglio provinciale ha respinto la mozione n. 461/26 presentata da Renate Holzeisen (Vita), che chiedeva alla Giunta provinciale di promuovere due studi indipendenti sui minori tra 0 e 16 anni, attraverso i dati dell’Azienda sanitaria e la collaborazione di pediatri e medici di base.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La proposta, intitolata <em>“È assolutamente necessario rendere pubblico lo stato di salute dei bambini e degli adolescenti vaccinati rispetto a quello dei non vaccinati”</em>, ha acceso il confronto in aula tra posizioni differenti sulla sicurezza dei vaccini, sulla farmacovigilanza e sull’opportunità di realizzare nuove ricerche epidemiologiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La proposta di Holzeisen: due studi sulla salute dei minori</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La mozione prevedeva innanzitutto uno <strong>studio retrospettivo</strong>, basato sui dati sanitari già disponibili e su ulteriori informazioni da raccogliere presso pediatri e medici di base, per confrontare le condizioni di salute dei bambini vaccinati e non vaccinati.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il secondo punto riguardava uno <strong>studio prospettico</strong>, concepito per seguire nel tempo lo stato di salute dei due gruppi, con una direzione scientifica indipendente da possibili conflitti di interesse.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nel presentare la proposta, Holzeisen ha sollevato dubbi sull’attuale sistema di farmacovigilanza e sull’effettiva disponibilità di dati relativi agli effetti avversi dei vaccini pediatrici. Ha inoltre sostenuto che mancherebbero studi clinici con autentici gruppi di controllo per i vaccini utilizzati in Italia e in Alto Adige.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">A sostegno della propria posizione, la consigliera ha citato un programma di sorveglianza attiva condotto dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Puglia dopo la prima dose del vaccino quadrivalente contro morbillo, parotite, rosolia e varicella (MMRV). Secondo i dati da lei richiamati, sarebbero state registrate 462 segnalazioni di eventi avversi ogni 1.000 dosi, con l’11% classificato come grave.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Holzeisen ha anche avanzato critiche nei confronti dell’influenza della Fondazione Bill &amp; Melinda Gates sulle politiche vaccinali internazionali e ha accusato l’AIFA di non dare adeguata visibilità ai dati sugli effetti avversi. Si tratta di affermazioni della consigliera contestate nel corso del dibattito.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Team K: trasparenza sì, ma senza strumentalizzazioni</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Franz Ploner (Team K) ha riconosciuto l’importanza della trasparenza sui rischi degli interventi medici, invitando però alla cautela scientifica e a evitare strumentalizzazioni politiche.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Ploner ha ribadito che la farmacovigilanza deve essere sostenuta, ma che la richiesta di monitorare gli effetti avversi non equivale ad affermare che le vaccinazioni provochino danni. Ha ricordato che le evidenze scientifiche dimostrano il ruolo delle vaccinazioni nel limitare la diffusione di numerose patologie.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Secondo il consigliere, confrontare direttamente vaccinati e non vaccinati è un’operazione complessa, perché lo stato di salute dipende anche da fattori quali l’esposizione alle malattie e gli stili di vita. Ha inoltre richiamato la necessità di tutelare i dati sensibili dei minori, proponendo come riferimento un monitoraggio indipendente basato su evidenze scientifiche e capace di valutare sia i rischi sia i benefici delle vaccinazioni.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Di diverso avviso Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), che ha dichiarato il proprio sostegno alla proposta, osservando che il sistema sanitario finanzia già numerosi studi e che sarebbe stato possibile valutare anche questa ricerca.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha condiviso l’importanza degli studi, ma ha espresso dubbi sull’impostazione della ricerca proposta. A suo giudizio, sarebbe più utile un confronto circoscritto a un determinato vaccino, citando come esempio quello contro il Covid-19. Knoll ha inoltre sottolineato le difficoltà di un’analisi retrospettiva, considerando le differenze tra i programmi vaccinali nel tempo e l’influenza di numerosi fattori sullo stato di salute.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Messner: «La farmacovigilanza è già attiva»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’assessore provinciale alla Salute Hubert Messner ha illustrato la posizione della Giunta, richiamando diversi studi scientifici e i sistemi di controllo previsti per i vaccini.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Messner ha contestato l’affermazione secondo cui l’AIFA avrebbe nascosto i dati della sorveglianza condotta in Puglia, sostenendo che le segnalazioni sono confluite nel sistema nazionale di farmacovigilanza.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Ha inoltre precisato che esistono studi clinici con gruppi di controllo, compresi studi controllati con placebo, citando anche una ricerca danese. In merito allo studio retrospettivo proposto da Holzeisen, l’assessore ha evidenziato una difficoltà tecnica: nell’assistenza pediatrica mancherebbero diagnosi codificate sufficienti a consentire il tipo di confronto richiesto.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Messner ha ricordato che i vaccini vengono sottoposti a verifiche prima dell’autorizzazione e a controlli di farmacovigilanza dopo la loro immissione in commercio. Ha inoltre precisato che uno studio comparativo prospettico non coincide automaticamente con un programma di farmacovigilanza attiva.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’assessore ha infine criticato l’impostazione della mozione, giudicando alcuni passaggi, con riferimenti a propaganda e arricchimento, più vicini a un’accusa politica che a una formulazione scientifica.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nella replica, Holzeisen ha sostenuto che il confronto tra bambini vaccinati e non vaccinati rimane essenziale per comprendere meglio gli effetti delle vaccinazioni. Ha contestato l’adeguatezza degli studi disponibili e criticato in particolare la somministrazione di vaccini polivalenti ai bambini molto piccoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le votazioni: respinti entrambi i punti</strong></h2>



<p class="p5 wp-block-paragraph">La mozione è stata sottoposta a votazione nominale e per punti separati. Il risultato ha evidenziato maggioranze differenti sui tre passaggi votati.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Premesse della mozione:</strong> 5 voti favorevoli, 16 contrari e 11 astensioni.</li>



<li><strong>Punto 1 – Studio retrospettivo:</strong> 15 favorevoli, 15 contrari e 2 astensioni.</li>



<li><strong>Punto 2 – Studio prospettico:</strong> 7 favorevoli, 16 contrari e 9 astensioni.</li>
</ul>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Le premesse e il secondo punto sono stati respinti con una maggioranza di voti contrari. Il primo punto, invece, ha registrato una parità tra favorevoli e contrari, con due astensioni. Anche in questo caso la proposta non è stata approvata.</p>



<p class="p6 wp-block-paragraph">La discussione ha così riportato al centro del dibattito provinciale il tema della sicurezza vaccinale e della trasparenza dei dati sanitari. Da una parte, la richiesta di Holzeisen di avviare nuove ricerche comparative; dall’altra, le obiezioni della Giunta e di alcuni consiglieri sulla metodologia, sulla disponibilità dei dati e sulla necessità di mantenere il confronto entro criteri scientifici rigorosi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bolzano, la Lega chiede più militari in città: Roberto Selle scriverà al sottosegretario Molteni</title>
		<link>https://www.bolzanoquotidiano.it/politica/sicurezza-a-bolzano-la-lega-chiede-piu-militari-rafforzare-strade-sicure-e-chiudere-piazza-parrocchia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 16:17:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.bolzanoquotidiano.it/?p=19582</guid>

					<description><![CDATA[Sicurezza a Bolzano, la Lega chiede più militari: «Rafforzare Strade Sicure e chiudere piazza Parrocchia»]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>Il segretario della Lega Bolzano-Bozen sollecita il potenziamento del progetto “Strade Sicure” dopo i ripetuti episodi di violenza. Ringraziamenti al sindaco Corrarati per gli incontri con Questore e Commissario del Governo.</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Più militari a Bolzano per rafforzare i controlli sul territorio e garantire maggiore sicurezza ai cittadini. È questa la richiesta avanzata da Roberto Selle, segretario della Lega Salvini Bolzano-Bozen, che annuncia l’intenzione di scrivere al sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni per sottoporgli la situazione del capoluogo altoatesino e chiedere un potenziamento del progetto “Strade Sicure”.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La presa di posizione arriva in un contesto caratterizzato, secondo la Lega, da ripetuti episodi di violenza e liti che si verificano con frequenza in città. Per Selle, la sicurezza deve rappresentare una priorità per chi amministra, con risposte concrete e tempestive a tutela della comunità.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">«A Bolzano i cittadini hanno diritto di girare tranquilli, a qualsiasi ora», sottolinea il segretario, evidenziando la necessità di garantire a famiglie, anziani, commercianti e lavoratori la possibilità di frequentare le strade e i quartieri senza timore di aggressioni o episodi di criminalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La richiesta di rafforzare “Strade Sicure”</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nel comunicato, Selle esprime apprezzamento per l’impegno del sindaco Claudio Corrarati, che ha incontrato il Questore e il Commissario del Governo per affrontare il tema della sicurezza.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Secondo la Lega, tuttavia, è necessario rafforzare ulteriormente la presenza sul territorio, con una maggiore disponibilità di militari nell’ambito del progetto “Strade Sicure”, anche nei diversi quartieri cittadini.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’obiettivo dichiarato è aumentare la prevenzione, garantire una presenza visibile e costante e supportare il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una lettera al Governo</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per portare la questione all’attenzione del Governo, Roberto Selle annuncia che contatterà direttamente Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell’Interno, chiedendo un intervento per incrementare il numero dei militari impiegati a Bolzano.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La richiesta della Lega punta quindi a ottenere un rafforzamento del presidio del territorio attraverso il progetto “Strade Sicure”, affiancando l’attività delle forze dell’ordine e rispondendo alle preoccupazioni espresse da una parte della cittadinanza.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">«La sicurezza è una priorità per chi amministra e ha il dovere di tutelare la comunità», ribadisce Selle, che chiede interventi concreti per garantire ai bolzanini maggiore tranquillità nella vita quotidiana.</p>



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		<title>Bollo auto, bocciata la proposta di esenzione permanente in Alto Adige: 23 voti contrari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 14:59:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Bollo auto, bocciata la proposta di esenzione permanente in Alto Adige: 23 voti contrari]]></description>
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<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>Il Consiglio provinciale respinge la mozione di Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit), che chiedeva di esentare ogni proprietario dal pagamento della tassa automobilistica per un veicolo. Kompatscher: «Priorità a misure strutturali contro la perdita del potere d’acquisto».</strong></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO</strong> – Niente esenzione permanente dal bollo auto per i cittadini altoatesini. Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano ha respinto la mozione presentata da Myriam Atz, consigliera della Süd-Tiroler Freiheit, insieme ai colleghi Bernhard Zimmerhofer, Sven Knoll e Rabensteiner. La proposta ha ottenuto <strong>4 voti favorevoli, 23 contrari e 4 astensioni</strong>.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La mozione, depositata il 24 settembre 2026, impegnava la Giunta provinciale a creare i presupposti giuridici e finanziari per esentare ogni proprietario dal pagamento della tassa automobilistica per una vettura. In caso di possesso di più automobili, l’agevolazione avrebbe riguardato il veicolo con la cilindrata inferiore. L’obiettivo era introdurre uno sgravio permanente, con l’obbligo di riferire al Consiglio entro un anno sulle misure adottate.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Atz: «L’auto è indispensabile per molte famiglie»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">A sostegno della proposta, Atz ha richiamato le difficoltà economiche di numerosi cittadini e le somme che ogni anno rimangono non riscosse a causa del mancato pagamento del bollo. Secondo la consigliera, in Alto Adige circa un quarto del gettito atteso non viene versato entro i termini previsti, mentre milioni di euro di crediti risultano irrecuperabili.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">In una provincia montana come quella altoatesina, ha sottolineato, l’automobile rappresenta spesso una necessità, soprattutto per chi vive nelle località periferiche e non dispone di collegamenti pubblici adeguati.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Atz ha inoltre richiamato la prospettiva di un intervento del Governo nazionale sulla tassa automobilistica per una larga parte dei veicoli circolanti, sostenendo che la Provincia dovrebbe utilizzare i margini garantiti dalla propria autonomia per alleggerire stabilmente il carico fiscale sulle famiglie.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La consigliera ha precisato che non sarebbe stato necessario creare nuovi strumenti per individuare l’auto da esentare, poiché esiste già un database in grado di identificare il veicolo di cilindrata inferiore intestato a ciascun proprietario.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le critiche: uno sgravio non abbastanza mirato</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nel corso del dibattito sono emerse numerose perplessità sulla proposta.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sandro Repetto (Partito Democratico) si è augurato che il Governo proroghi anche per il prossimo anno la misura annunciata a livello nazionale, pur esprimendo dubbi sulla sua effettiva continuità. Quanto alla mozione provinciale, ha chiesto di sospenderne l’esame per riformularla introducendo criteri più selettivi: un limite di cilindrata, una soglia ISEE e la residenza in località prive di adeguati collegamenti con i mezzi pubblici. Repetto ha inoltre osservato che un’esenzione generalizzata potrebbe favorire anche veicoli più inquinanti.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Zeno Oberkofler (Gruppo Verde) ha sostenuto che gli sgravi fiscali dovrebbero essere indirizzati prioritariamente a chi ne ha maggiore bisogno. La proposta, a suo giudizio, avrebbe trattato allo stesso modo chi possiede un SUV e una seconda auto di piccole dimensioni e chi dispone soltanto di un’utilitaria, senza offrire alcun beneficio a chi non possiede un’automobile.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Oberkofler ha indicato come alternative l’azzeramento dell’addizionale IRPEF per i redditi inferiori a 50.000 euro, i mezzi pubblici gratuiti per le fasce di reddito medio-basse e un aumento dei contributi per i pendolari.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Anche Paul Köllensperger (Team K) ha criticato l’ipotesi di un’esenzione generalizzata. Secondo il consigliere, la misura nazionale avrebbe soprattutto una finalità elettorale e comporterebbe conseguenze finanziarie per le Regioni. Un’estensione provinciale dell’intervento, ha avvertito, potrebbe costare circa 18 milioni di euro, risorse che potrebbero essere utilizzate in modo più efficace attraverso altri strumenti.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha definito poco convincente l’iniziativa del Governo, contestando in particolare il riferimento alla cilindrata, che non terrebbe sufficientemente conto delle esigenze di chi vive in periferia e necessita di vetture più grandi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Galateo e Fratelli d’Italia difendono la misura</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">L’assessore provinciale Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha difeso l’intervento del Governo Meloni, sottolineando che l’abolizione del bollo per una parte consistente dei veicoli potrebbe lasciare nelle tasche degli altoatesini una somma significativa.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Galateo ha inoltre sollevato la questione delle automobili con targa estera utilizzate da persone che vivono o lavorano in Alto Adige, criticando situazioni nelle quali, a suo giudizio, il ricorso a queste soluzioni consente di sottrarsi al pagamento delle imposte sul territorio.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sulla stessa linea Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia), che ha contestato la definizione di «marchetta elettorale» attribuita alla misura. Ha ricordato come, nelle famiglie con due automobili, spesso una vettura piccola venga utilizzata quotidianamente per accompagnare i figli a scuola o per gli spostamenti ordinari, mentre l’altra rimane soggetta al pagamento del bollo. L’esenzione, ha sostenuto, rappresenterebbe quindi un aiuto concreto per chi utilizza l’auto come strumento di necessità e non come bene di lusso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Knoll: «Avere un’auto non è un lusso»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), cofirmatario della mozione, ha ribadito la necessità di sostenere le famiglie che non riescono più a sostenere tutte le spese. Possedere un’automobile per accompagnare i figli a scuola o raggiungere il posto di lavoro, ha affermato, non può essere considerato un lusso.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Knoll ha inoltre ricordato che altre proposte, come la gratuità dei mezzi pubblici e l’aumento dei contributi per i pendolari, non hanno trovato il sostegno della maggioranza. Pur riconoscendo che la misura nazionale possa avere una componente elettorale, ha sostenuto che un intervento concreto sia preferibile all’assenza di iniziative a favore dei cittadini.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il confronto ha assunto anche toni polemici quando Harald Stauder (SVP) ha richiamato il tema della corretta contribuzione fiscale in Alto Adige, facendo riferimento alle critiche rivolte da Galateo a chi utilizza veicoli con targa estera. Stauder ha rivolto una battuta a Knoll sul tema dell’evasione del bollo. Il consigliere della Süd-Tiroler Freiheit ha replicato per fatto personale, contestando il carattere dell’intervento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Kompatscher: «Servono sgravi che durino nel tempo»</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">A chiarire la posizione della Giunta è stato il presidente della Provincia, Arno Kompatscher. Il governatore ha ricordato che il bollo auto è una tassa di competenza provinciale e che in Alto Adige l’importo applicato è già inferiore rispetto a quello previsto in altre Regioni. Ha inoltre sottolineato che esistono già diverse esenzioni, tra cui quelle previste per i veicoli a zero emissioni.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’intervento nazionale, Kompatscher ha spiegato che il Governo ha dichiarato di voler rispettare l’autonomia delle Regioni e delle Province autonome, ma restano da chiarire alcuni aspetti finanziari e soprattutto la durata della misura.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Il presidente ha indicato in circa 15 milioni di euro il possibile mancato gettito per la Provincia, a fronte di un rimborso statale che potrebbe coprire circa due terzi della somma. Ha inoltre precisato che non vi sono ancora certezze sulla stabilità nel tempo dell’intervento nazionale.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Per questo motivo, secondo Kompatscher, non sarebbe opportuno introdurre già ora un’esenzione provinciale permanente, senza avere garanzie sulle future coperture finanziarie.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La Giunta, ha aggiunto, intende invece dare priorità, nel bilancio di previsione 2027-2029, a misure capaci di contrastare la perdita del potere d’acquisto delle famiglie attraverso interventi strutturali e duraturi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La mozione viene respinta</strong></h2>



<p class="p4 wp-block-paragraph">Nella replica finale, Myriam Atz ha ricordato che la proposta era stata avanzata già a luglio come ordine del giorno e che, in quell’occasione, le era stato chiesto di sospenderla per valutare una possibile iniziativa condivisa con la Giunta.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph">La consigliera ha ribadito che l’obiettivo non era collegare la mozione alla misura nazionale e ha difeso la scelta di non introdurre limiti ISEE o di cilindrata, ritenendo che criteri aggiuntivi avrebbero reso più complessa l’applicazione dell’esenzione. Ha infine invitato la Provincia a utilizzare le proprie competenze per dare un segnale concreto ai cittadini.</p>



<p class="p5 wp-block-paragraph">La votazione conclusiva ha però confermato la contrarietà della maggioranza e di parte dell’opposizione: <strong>4 voti favorevoli, 23 contrari e 4 astensioni</strong>. La proposta di introdurre un’esenzione permanente dal bollo auto per una vettura per proprietario è stata quindi respinta.</p>
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		<title>Nomine Alperia, Team K attacca: «Partito, etnia e genere. Ma la competenza?». Il sospetto delle poltrone per premiare la fedeltà politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimiliano Maglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[top news]]></category>
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					<description><![CDATA[Nomine Alperia, Team K attacca: «Partito, etnia e genere. Ma la competenza?». Il sospetto delle poltrone per premiare la fedeltà politica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading"></h1>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><strong>Dopo la designazione dei presidenti delle sette società partecipate, il Team K critica il metodo delle nomine e rilancia le proposte per introdurre criteri di competenza e trasparenza. Sullo sfondo, il tema delle poltrone pubbliche utilizzate per consolidare gli equilibri politici.</strong></p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><strong>BOLZANO</strong> – Appartenenza politica, gruppo linguistico e genere. Sarebbero questi, secondo il Team K, i criteri che hanno guidato le recenti nomine ai vertici delle sette società partecipate di Alperia. Ma tra gli elementi che dovrebbero orientare la scelta di chi è chiamato a guidare aziende strategiche per il territorio, una domanda rimane aperta: quale peso viene attribuito alle competenze specifiche nel settore energetico?</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La polemica arriva dopo la formalizzazione, da parte del Consiglio di amministrazione di Alperia, dei presidenti delle sette società partecipate, nell’ambito di un accordo politico tra Svp e centrodestra. Secondo i dati riportati dal Team K, le nomine prevedono tre italiani su sette, due donne e cinque uomini. Una ripartizione che, per la formazione guidata da Paul Köllensperger, evidenzierebbe la centralità degli equilibri politici e delle rappresentanze rispetto all’esperienza professionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Poltrone pubbliche o responsabilità aziendali?</strong></h2>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il tema non è secondario. Alperia è un gruppo pubblico che opera in settori strategici per famiglie e imprese, dall’idroelettrico al trading energetico, passando per il teleriscaldamento e la distribuzione elettrica. Secondo il Team K, lo scorso anno il gruppo ha distribuito 38 milioni di euro di dividendi alla Provincia e ai Comuni, mentre la presidenza di ciascuna delle sette società comporta un compenso annuo di 35.000 euro.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">In questo contesto, la scelta dei presidenti dovrebbe rispondere a una domanda fondamentale: quali competenze possono mettere a disposizione dell’azienda e quale valore aggiunto sono in grado di garantire?</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il ruolo di un presidente, infatti, non dovrebbe esaurirsi nella rappresentanza istituzionale o nella partecipazione alle riunioni del consiglio. Chi ricopre questo incarico è chiamato a contribuire all’indirizzo strategico, alla supervisione della gestione, alla valutazione dei rischi e al controllo dei risultati, nel rispetto delle responsabilità previste dalla legge e dalle regole societarie.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">È proprio su questo punto che si concentra la critica del Team K: quando le nomine vengono percepite soprattutto come il risultato di accordi tra partiti, il rischio è che la competenza passi in secondo piano e che incarichi di responsabilità vengano considerati strumenti di distribuzione del potere.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Si apre così anche una questione più ampia, che riguarda il rapporto tra politica e società pubbliche: <strong>le presidenze vengono assegnate per individuare le persone più adatte a guidare le aziende oppure possono diventare anche un modo per ricompensare fedeltà, sostegno elettorale e lavoro svolto nelle campagne politiche?</strong></p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il comunicato del Team K non documenta che le singole nomine siano state effettuate per premiare persone impegnate nella raccolta dei voti. Solleva però un problema di metodo: senza procedure trasparenti e criteri verificabili, diventa più difficile distinguere una scelta basata sul merito da una dettata dagli equilibri politici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>«Non è una questione di persone, ma di metodo»</strong></h2>



<p class="p3 wp-block-paragraph">«Non solo Alperia, purtroppo vediamo lo stesso modello in tutte le società pubbliche. Il sottobosco di governo serve oggi ai partiti per distribuire poltrone, senza alcun rispetto per le aziende stesse, che spesso svolgono un ruolo decisivo nei servizi pubblici», dichiara Paul Köllensperger.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il consigliere provinciale sottolinea che la critica non è rivolta alle singole persone nominate, ma al sistema attraverso cui vengono individuati i vertici delle partecipate.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Già nel luglio 2024, il Team K aveva presentato in Consiglio provinciale una proposta per riservare una quota dei posti nei consigli di amministrazione a professionisti con un percorso di studi coerente con il settore di riferimento e almeno cinque anni di esperienza specifica. La proposta prevedeva anche la creazione di un albo pubblico dei candidati idonei.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">A sostegno della propria posizione, il movimento cita il modello di Dolomiti Energia, che rendiconta annualmente le competenze presenti nel proprio consiglio di amministrazione, distinguendole tra ambiti come energia, diritto, finanza e industria.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Secondo il Team K, nelle società altoatesine il rischio è invece quello di privilegiare profili selezionati attraverso canali politici, senza garantire un’adeguata esperienza nel comparto in cui l’azienda opera.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>A Bolzano si chiede una riforma della Commissione nomine</strong></h2>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La stessa impostazione è stata portata anche a livello comunale. Lo scorso settembre, i consiglieri Matthias Cologna e Thomas Brancaglion hanno presentato una proposta di riforma della Commissione nomine del Comune di Bolzano, il cui regolamento di riferimento risale al 1995.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La proposta prevede la pubblicazione online delle posizioni disponibili e dei requisiti richiesti, la possibilità di autocandidarsi, una valutazione affidata a una commissione indipendente di esperti e la pubblicazione di nomi, curricula e verbali. L’obiettivo è inoltre istituire un albo consultabile delle nomine.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">«Non togliamo alla politica il diritto di scegliere: chiediamo che scelga tra persone competenti, con un percorso trasparente», affermano Cologna e Brancaglion.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">I due consiglieri aggiungono, con una battuta polemica: «Altrove si chiede di tornare a una mentalità da ingegneri. Da noi l’unico requisito che manca dalla lista è conoscere la materia».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo della fiducia pubblica</strong></h2>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La vicenda Alperia riporta al centro un interrogativo che riguarda molte società partecipate: quale dovrebbe essere il confine tra la legittima scelta politica degli indirizzi strategici e la selezione dei professionisti chiamati a realizzarli?</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">La politica ha il diritto di indicare le proprie priorità e di assumersi la responsabilità delle nomine. Ma quando si tratta di aziende che gestiscono servizi essenziali e risorse pubbliche, la competenza non dovrebbe essere un elemento accessorio, né un requisito da verificare soltanto dopo la designazione.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Il punto non è stabilire a priori che una persona nominata politicamente sia priva delle capacità necessarie. È garantire che tali capacità siano dimostrabili, confrontabili e verificabili, attraverso criteri pubblici e procedure trasparenti.</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">Perché, se le presidenze delle società pubbliche diventano soprattutto il risultato di accordi e riconoscimenti politici, il rischio è duplice: da una parte, indebolire la fiducia dei cittadini nelle istituzioni; dall’altra, lasciare in secondo piano l’interesse delle aziende e della collettività.</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><strong>La domanda, dunque, resta: chi guida le società pubbliche deve essere scelto perché è la persona più competente per quel ruolo o perché rappresenta il giusto equilibrio tra i partiti?</strong> È su questa alternativa che il Team K chiede di aprire una discussione, proponendo regole capaci di rendere le nomine più trasparenti e orientate al merito.</p>
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