BOLZANO – «Fratelli d’Italia non vive nell’Ottocento, come qualcuno vorrebbe far credere. Viviamo nel presente e proprio per questo chiediamo una cosa molto semplice: che i genitori siano informati su ciò che viene proposto ai loro figli nelle scuole». Con queste parole il vicepresidente della Provincia, Marco Galateo, è intervenuto nel dibattito in Consiglio provinciale dedicato all’educazione affettiva e sessuale, respingendo le accuse rivolte al suo partito.
Secondo Galateo, la posizione di Fratelli d’Italia non è contraria ai percorsi di educazione affettiva, bensì orientata a garantire trasparenza nei confronti delle famiglie. Il vicepresidente provinciale ha richiamato la normativa introdotta dal Governo guidato da Giorgia Meloni, sottolineando come il principio del consenso informato sia stato pensato per assicurare ai genitori una piena conoscenza delle attività proposte agli studenti.
Nel suo intervento, Galateo ha inoltre ricordato alcuni episodi che, a suo dire, si sarebbero verificati in Alto Adige. Tra questi ha citato uno spettacolo teatrale organizzato in alcune scuole di Bolzano, inizialmente presentato come un’iniziativa di contrasto al bullismo, ma che avrebbe affrontato anche tematiche legate al mondo queer senza un’informazione completa alle famiglie. Ha inoltre fatto riferimento alla presenza nelle classi di rappresentanti di associazioni esterne, sostenendo che in alcuni casi sarebbero intervenuti senza specifiche competenze educative o scientifiche e in assenza degli insegnanti titolari.
Secondo il vicepresidente provinciale, situazioni di questo tipo hanno reso necessario rafforzare le garanzie di trasparenza e coinvolgimento delle famiglie. Galateo ha inoltre affermato che progetti di questo genere sarebbero ormai stati esclusi dalle scuole della provincia di Bolzano.
Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia ha quindi ribadito che il suo partito non mette in discussione l’importanza di educare i giovani al rispetto reciproco, all’empatia e alla prevenzione degli abusi, definendoli obiettivi fondamentali. Ha però sostenuto che esista una netta distinzione tra percorsi educativi finalizzati alla crescita degli studenti e iniziative che, secondo la sua valutazione, veicolerebbero contenuti di carattere ideologico.
«Chiedere trasparenza, coinvolgere i genitori e rispettare il loro diritto a essere informati rappresenta un principio di buon senso», ha concluso Galateo, ribadendo che la scuola debba rimanere «un luogo di crescita, nel pieno rispetto del ruolo educativo delle famiglie».
