BOLZANO – È una presa di posizione netta quella di Massimo Bessone sul tema degli alloggi destinati ai migranti in Alto Adige. Il referente provinciale del comitato di Futuro Nazionale critica duramente l’orientamento della Provincia autonoma di Alto Adige, parlando di una linea politica “distante dai problemi reali dei cittadini”.
Al centro della polemica c’è l’iniziativa promossa dall’assessora al sociale Rosmarie Pamer, che starebbe lavorando a una delibera per individuare alloggi da destinare a circa 94 famiglie migranti attualmente ospitate in hotel a Bolzano. L’idea è quella di redistribuirle nei vari Comuni del territorio, in nome della solidarietà tra enti locali.
“Un approccio che ignora l’emergenza casa”
Secondo Bessone, però, si tratta di un’impostazione che non tiene conto della situazione abitativa già critica per i residenti. “L’Alto Adige è uno dei territori con il costo della vita più alto d’Italia, soprattutto per quanto riguarda la casa”, sottolinea, citando il caso di Bressanone, dove i prezzi possono arrivare fino a 10.000 euro al metro quadro.
Il punto centrale della critica è chiaro: mentre la Provincia cerca nuove soluzioni abitative per i migranti, molti cittadini locali faticano a trovare una casa. Giovani costretti a lasciare il territorio, famiglie senza accesso ad affitti sostenibili e una crescente difficoltà nel trattenere lavoratori qualificati sono, secondo Bessone, i veri nodi da affrontare.
Carenza di personale e “fuga dei cervelli”
Nel comunicato viene evidenziata anche una carenza strutturale di figure professionali essenziali, come medici e forze dell’ordine, sempre meno attratti da un territorio dove il costo della vita è elevato. Una situazione che rischia di alimentare un circolo vizioso tra carenza di servizi, insicurezza e perdita di competitività.
Bessone parla apertamente di “fuga dei cervelli”, sottolineando come molti giovani qualificati scelgano di trasferirsi altrove in cerca di condizioni migliori.
“La solidarietà non può essere imposta”
Pur precisando che “nessuno deve essere lasciato per strada”, il rappresentante di Futuro Nazionale insiste sulla necessità di stabilire priorità politiche chiare. “La solidarietà è un valore, ma non può essere imposta né può andare a scapito dei cittadini che già vivono e lavorano qui”, afferma.
Nel documento viene ribadito un principio definito “semplice”: dare priorità ai residenti dei gruppi linguistici italiano, tedesco e ladino, evitando di aumentare la pressione su un mercato immobiliare già saturo.
Le proposte: stop alla pressione sul sistema
Tra le richieste avanzate da Bessone:
priorità alle politiche abitative per i residenti; sostegno concreto a famiglie e lavoratori locali; stop a nuove iniziative che aggravano la pressione sul sistema; gestione dell’immigrazione basata su lavoro, regole e sicurezza.
Una linea che richiama anche le posizioni del generale Roberto Vannacci, a cui Bessone fa riferimento nel comunicato.
Un tema sempre più centrale
Il dibattito sugli alloggi e sulla gestione dei flussi migratori resta dunque al centro dell’agenda politica altoatesina. A Bolzano, dove la pressione sul sistema di accoglienza è già elevata, il tema continua a dividere politica e opinione pubblica.
Per Bessone, senza un cambio di rotta immediato, il rischio è quello di aggravare ulteriormente una situazione già complessa: “L’Alto Adige è stato un modello di equilibrio e qualità della vita. Oggi rischia di perdere questa identità a causa di scelte scollegate dalla realtà”.
