BOLZANO – L’adesione allo sciopero di 4 ore indetto per oggi, 8 gennaio 2026, è stata molto alta. Un esito ampiamente prevedibile, considerato che la disponibilità obbligatoria imposta da SASA coinvolge l’intera platea dei lavoratori, inclusi coloro che non hanno ancora superato il periodo di prova.
Una misura che, secondo i dipendenti, li espone a turni comunicati all’ultimo momento, senza adeguate tutele e senza un riconoscimento economico congruo. Una situazione che alimenta il malcontento e che ha portato a una partecipazione massiccia alla protesta.
Il confronto con il settore privato accentua le criticità. Nelle aziende private che utilizzano i mezzi dell’azienda pubblica, la disponibilità viene retribuita e gli stipendi risultano più elevati. Tuttavia, proprio in quel contesto si registra un forte turnover: molti autisti seguono le offerte migliori e restano in Alto Adige solo temporaneamente. Non sorprende, quindi, che diversi lavoratori stiano scegliendo di trasferirsi in Svizzera, dove le condizioni economiche sono più vantaggiose.
I lavoratori SASA, al contrario, rivendicano una scelta di campo diversa. Hanno creduto nel servizio pubblico locale, investito nel territorio e spesso messo radici, acquistando casa e costruendo qui la propria vita. Proprio per questo chiedono regole chiare, una retribuzione adeguata della disponibilità e condizioni di lavoro dignitose, in linea con quanto già avviene in altre realtà del settore.
La forte partecipazione allo sciopero lancia un messaggio chiaro e inequivocabile: l’attuale sistema di disponibilità non è sostenibile, non è equo e non rispetta chi ogni giorno garantisce il funzionamento del trasporto pubblico locale. Un segnale che ora chiede risposte concrete.
