BOLZANO. Una firma per difendere i negozi sotto casa, contrastare la chiusura delle attività di quartiere e ridare vitalità ai centri urbani. È questo l’obiettivo della campagna promossa da Confesercenti a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare denominata “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, una raccolta firme che coinvolge anche l’Alto Adige.
L’iniziativa nasce per rispondere a un fenomeno sempre più evidente anche sul territorio provinciale: la progressiva scomparsa dei piccoli esercizi commerciali, con conseguenze che vanno ben oltre l’aspetto economico. Quando chiude un negozio di vicinato, infatti, si perde un punto di riferimento per residenti, famiglie e anziani, ma anche un presidio sociale capace di rendere più vivi e sicuri quartieri e centri abitati.
La proposta di legge punta a introdurre strumenti concreti per sostenere le attività commerciali di prossimità attraverso incentivi economici, semplificazioni amministrative e nuovi modelli di rigenerazione urbana. Tra le misure più significative figura l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESPro), pensate per favorire il rilancio del commercio locale nelle aree maggiormente colpite dalla crisi del settore.
Il progetto prevede inoltre la creazione di un Osservatorio nazionale per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con compiti di monitoraggio e indirizzo, oltre a un fondo dedicato al finanziamento degli interventi di sostegno.
Per Confesercenti Alto Adige il tema riveste un’importanza strategica. «Anche sul nostro territorio – sottolinea la presidente Elena Bonaldi – il piccolo commercio rappresenta molto più di un semplice motore economico: è presidio sociale, sicurezza percepita e servizio quotidiano per residenti, anziani, famiglie e comunità locali».
Sulla stessa linea il direttore Mirco Benetello, che evidenzia come la chiusura di un’attività di quartiere comporti una perdita per l’intera collettività: «Quando chiude un negozio di vicinato non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo relazioni, presidio del territorio e qualità della vita. Questa raccolta firme vuole essere un segnale forte per chiedere strumenti concreti a tutela del commercio di prossimità, che continua a rappresentare un elemento essenziale della coesione urbana e sociale».
La raccolta firme è già attiva anche in Alto Adige attraverso le sedi e i canali di Confesercenti. Partecipare è semplice: ogni cittadino maggiorenne può aderire utilizzando lo SPID, completando la procedura online in meno di due minuti.
L’appello è rivolto a cittadini, imprenditori e operatori economici: sostenere questa proposta significa investire nel futuro delle città, preservare i servizi di prossimità e contribuire a costruire quartieri più vivi, sicuri e solidali. Una piccola firma che può fare la differenza per il commercio locale e per la qualità della vita delle nostre comunità.
