BOLZANO – La carenza di manodopera qualificata che interessa ormai numerosi settori dell’economia altoatesina riporta al centro del dibattito il tema della permanenza nel mondo del lavoro delle persone più anziane. Per l’assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof, favorire forme di occupazione flessibile per chi è in buona salute e desidera continuare a lavorare può rappresentare una risorsa importante per il mercato del lavoro locale.
«L’occupazione in età avanzata non è più un tema marginale, ma un’ineludibilità economica e sociale», sottolinea Amhof. Secondo l’assessora, l’Alto Adige dispone di una generazione di pensionati e pensionate ancora attivi, qualificati e in grado di mettere a disposizione delle aziende competenze ed esperienza.
L’obiettivo, spiega la Provincia, sarebbe quello di creare modelli semplici e finanziariamente vantaggiosi, capaci di rispondere sia alle esigenze delle imprese sia alla volontà di alcune persone di proseguire l’attività professionale anche dopo il raggiungimento dell’età pensionabile.
La possibilità di lavorare fino a 70 anni nella Provincia
Un primo esempio è già presente all’interno dell’Amministrazione provinciale altoatesina. Con la nuova normativa sulla permanenza in servizio, i dipendenti provinciali possono, su base volontaria, proseguire l’attività lavorativa fino al compimento dei 70 anni.
Una misura che, secondo Amhof, consente di mantenere all’interno dell’organizzazione competenze specialistiche ed esperienza professionale che altrimenti rischierebbero di andare perdute.
La stessa impostazione, secondo l’assessora, potrebbe essere applicata anche al settore privato. Modelli di lavoro maggiormente flessibili per le persone in età avanzata potrebbero infatti permettere alle aziende di conservare professionalità preziose e, allo stesso tempo, offrire ai lavoratori la possibilità di continuare a contribuire in modo compatibile con le proprie esigenze.
Il nodo delle regole nazionali
In Italia esistono già strumenti giuridici che consentono alcune forme di attività lavorativa occasionale anche dopo il pensionamento. Nella pratica, tuttavia, secondo la Provincia, limiti e adempimenti amministrativi possono rendere queste soluzioni poco agevoli.
A livello nazionale si sta quindi discutendo della possibilità di introdurre misure che rendano più conveniente, anche dal punto di vista fiscale, la prosecuzione dell’attività lavorativa dopo il raggiungimento dell’età pensionabile, oltre a una possibile semplificazione del rapporto tra pensione e reddito da lavoro.
«Seguiamo con grande attenzione i dibattiti a Roma e facciamo valere attivamente le istanze altoatesine», afferma Amhof.
L’assessora ricorda però che eventuali agevolazioni fiscali e previdenziali di carattere generale rientrano nelle competenze dello Stato. Per questo motivo, la Provincia può intervenire nell’ambito delle proprie competenze, ma le principali modifiche al sistema pensionistico e fiscale dovranno essere definite a livello nazionale.
Il tema dell’occupazione in età avanzata si inserisce così in una sfida più ampia per l’Alto Adige: far fronte alla carenza di personale qualificato valorizzando anche l’esperienza delle generazioni più mature, senza trasformare la permanenza al lavoro in un obbligo, ma lasciandola come possibilità per chi desidera e può continuare a lavorare.
