Home Economia CNA Alto Adige, 50 anni tra radici e innovazione: «Più tecnologia per lavorare meglio e restituire tempo alle persone»

CNA Alto Adige, 50 anni tra radici e innovazione: «Più tecnologia per lavorare meglio e restituire tempo alle persone»

by Massimiliano Maglione

A Castel Firmiano celebrato il mezzo secolo della CNA Alto Adige Südtirol. Istituzioni, rappresentanti dell’associazione e imprese storiche riuniti per guardare alle sfide del futuro

Cinquant’anni di storia con lo sguardo rivolto al futuro. È stato questo il filo conduttore della celebrazione del 50° anniversario della CNA Alto Adige Südtirol, ospitata a Castel Firmiano, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, esponenti della CNA provenienti da tutta Italia e numerose imprese storiche della provincia. 

Il traguardo dei cinquant’anni è diventato l’occasione per riflettere sulle prospettive dell’artigianato e delle piccole e medie imprese altoatesine, in particolare davanti a una delle principali sfide del territorio: la progressiva riduzione della forza lavoro disponibile. 

La sfida della carenza di personale

I dati presentati nel corso della serata evidenziano una trasformazione demografica destinata a incidere profondamente sul mondo del lavoro. Negli ultimi quindici anni circa 35.000 lavoratori sono andati in pensione. Oggi i pensionamenti sono circa 3.000 all’anno, ma potrebbero diventare 4.000 tra cinque anni e 5.000 tra dieci.

Nei prossimi quindici anni si prevede quindi il pensionamento di 60.000-70.000 lavoratori, una parte dei quali non potrà essere sostituita. A questo si aggiunge il tema del trasferimento delle competenze: sono circa 39.000 i lavoratori altoatesini con più di 55 anni, portatori di un patrimonio di esperienza che dovrà essere trasmesso alle generazioni più giovani. 

In questo scenario, tecnologia, automazione e intelligenza artificiale vengono indicate come strumenti fondamentali per affrontare la carenza di personale. L’obiettivo non è sostituire le persone, ma automatizzare le attività ripetitive, ridurre la burocrazia e recuperare tempo, consentendo alle imprese di mantenere la propria capacità produttiva anche con organici più ridotti. 

Produttività significa anche tempo

La riflessione della CNA introduce così un nuovo modo di interpretare la produttività. L’innovazione non dovrebbe servire soltanto a produrre di più, ma anche a lavorare meglio e restituire tempo alle persone.

Se una tecnologia consente di realizzare in sei ore ciò che prima richiedeva otto ore, quelle due ore recuperate possono essere reinvestite nella produzione oppure, almeno in parte, restituite ai lavoratori. 

Da qui nasce un nuovo parametro per valutare il successo di un’impresa: accanto a fatturato, PIL e produttività, diventa importante considerare quanto tempo l’azienda riesce a restituire ad artigiani, imprenditori e dipendenti. 

Cambiare senza perdere le proprie radici

La trasformazione richiesta alle imprese non riguarda soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma anche una vera evoluzione dei processi organizzativi.

Nel corso dell’incontro, il tema della trasformazione digitale è stato affrontato anche da Jacopo Pertile, fondatore di Azzurro Digitale, che ha evidenziato la necessità di partire dai processi più piccoli, lavorando innanzitutto su dati organizzati e processi espliciti. 

Su questo percorso la CNA Alto Adige vuole accompagnare artigiani e PMI.

La direttrice Lorena Palanga ha sottolineato come cambiare metodi di lavoro consolidati, mantenendo allo stesso tempo identità e radici, richieda un adeguato supporto. Per questo l’associazione intende intervenire anche sui propri processi, con l’obiettivo di continuare a sostenere le imprese, rafforzarne la competitività e renderle più attrattive per le nuove generazioni. 

Una festa per 50 anni di storia

La serata è stata aperta da un video dedicato alla storia della CNA Alto Adige negli ultimi cinquant’anni. Sono seguiti gli interventi del sindaco e storico presidente dell’associazione Claudio Corrarati, della responsabile provinciale per l’Innovazione Manuela Defant, del vicepresidente della Provincia e assessore allo sviluppo economico Marco Galateo e dell’assessore ai Beni culturali Christian Bianchi. 

Spazio anche alle imprese associate da cinquant’anni e alle persone che hanno contribuito alla crescita della CNA, con riconoscimenti dedicati a Luciano Gabrieli, Emilio Andolfatto e Renzo Piran, Stefania Gander, Pino Salvadori e Silvana Canal. 

Alla celebrazione hanno partecipato inoltre il presidente nazionale della CNA Dario Costantini e i presidenti regionali dell’associazione, riuniti per la prima volta in occasione di un’assemblea territoriale. Una presenza che ha sottolineato il legame tra la realtà altoatesina e la grande rete nazionale della CNA. 

A chiudere simbolicamente il cinquantesimo anniversario, la pubblicazione “50 anni di intelligenza artigiana. Radici e innovazione delle imprese del fondovalle”, dedicata alle storie e alle aziende che hanno costruito il patrimonio dell’associazione, e uno speciale annullo filatelico realizzato per l’occasione. 

Cinquant’anni, dunque, non come punto di arrivo, ma come punto di ripartenza: preservare le radici dell’artigianato altoatesino e, allo stesso tempo, accompagnare imprese e lavoratori verso una nuova stagione fatta di innovazione, competenze e maggiore qualità del lavoro.

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