mercoledì, Agosto 5, 2026
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Assegno Unico, cambia tutto per i lavoratori europei: riconosciuto anche ai figli residenti all’estero

by Massimiliano Maglione

BOLZANO – Una novità destinata ad avere un impatto concreto anche in Alto Adige, dove migliaia di cittadini dell’Unione Europea lavorano ogni giorno pur avendo la propria famiglia nel Paese d’origine. Con l’entrata in vigore della Legge n. 50 del 20 aprile 2026, che ha convertito il Decreto-Legge n. 19 del 19 febbraio 2026, l’Italia adegua la disciplina dell’Assegno Unico Universale ai principi europei sulla libera circolazione dei lavoratori.

La modifica introduce un cambiamento significativo: i cittadini comunitari che lavorano regolarmente in Italia potranno ottenere l’Assegno Unico anche per i figli residenti in un altro Stato membro dell’Unione Europea, purché siano fiscalmente a carico secondo la normativa italiana.

Si tratta di un intervento che interessa da vicino anche l’Alto Adige, una delle province italiane con la maggiore presenza di lavoratori provenienti dagli altri Paesi dell’Unione Europea e caratterizzata da una forte mobilità transfrontaliera.

La nuova normativa elimina inoltre alcuni requisiti legati al diritto di soggiorno, rafforzando il principio secondo cui il diritto alla prestazione familiare nasce dall’effettivo svolgimento di un’attività lavorativa in Italia e dal regolare versamento dei contributi previdenziali.

Per i lavoratori non residenti, l’Assegno Unico sarà riconosciuto limitatamente al periodo di effettiva attività lavorativa svolta nel nostro Paese. La domanda dovrà essere presentata per il periodo di lavoro e rinnovata ogni anno a partire dal 1° marzo.

«Si tratta di una modifica importante che recepisce i principi europei di parità di trattamento dei lavoratori», sottolinea Marco Pirolo, direttore del CAAF CGIL-AGB. «Chi lavora in Italia, versa regolarmente i contributi e partecipa al nostro sistema previdenziale deve poter accedere alle prestazioni familiari alle stesse condizioni degli altri lavoratori, anche se i propri figli risiedono in un altro Stato membro dell’Unione Europea.»

Secondo il CAAF CGIL-AGB, il provvedimento rappresenta un passo importante verso un sistema di welfare più equo e in linea con la normativa europea, consentendo a numerose famiglie finora escluse di accedere al beneficio.

La norma è già in vigore, ma per renderla pienamente operativa sarà necessario attendere la circolare dell’INPS, che definirà le modalità applicative, la documentazione richiesta e le procedure per la presentazione delle domande.

Fino alla pubblicazione delle istruzioni ufficiali, il CAAF CGIL-AGB precisa di non poter ancora assistere i cittadini nella predisposizione delle richieste. Tutte le indicazioni operative saranno rese disponibili non appena l’INPS emanerà la circolare esplicativa.

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