BOLZANO – Nuove regole per chi affitta camere e appartamenti ammobiliati per ferie in Alto Adige. La Giunta provinciale, nella seduta del 10 aprile, ha approvato i criteri per la qualificazione professionale dei privati, dando attuazione concreta a una delle misure previste dalla cosiddetta “Riforma Abitare”.
A proporre il provvedimento è stato l’assessore provinciale al turismo Luis Walcher, che sottolinea l’obiettivo della riforma: «Garantire una solida formazione a chi opera in questo settore e alzare ulteriormente la qualità dell’offerta turistica».
Formazione obbligatoria per gli affittacamere
In Alto Adige si contano circa 4.200 affittacamere privati, una componente storica e rilevante del sistema turistico locale. Con i nuovi criteri, per poter avviare l’attività sarà necessario dimostrare una preparazione specifica.
Gli operatori dovranno infatti:
aver completato una formazione nel settore turistico o della ristorazione oppure possedere l’idoneità professionale prevista per i pubblici esercizi oppure frequentare con successo un corso specialistico
I corsi, della durata minima di 80 ore, affronteranno temi chiave come accoglienza, gestione aziendale, marketing, prodotti regionali, organizzazione eventi, storia del territorio e digitalizzazione.
Un settore verso maggiore regolamentazione
La misura nasce con l’intento di portare ordine in un comparto che, finora, ha visto anche situazioni poco regolamentate. «In molti casi si operava in una sorta di zona grigia, senza standard chiari», spiega Hannes Gasser, presidente dell’Associazione degli affittacamere privati (VPS).
Fondata nel 1980, l’associazione conta oggi circa 1.000 iscritti e ha collaborato attivamente alla definizione del nuovo sistema. «I nuovi requisiti possono inizialmente creare qualche incertezza, ma erano attesi da tempo. Introducono regole precise e percorsi uniformi di qualificazione», aggiunge Gasser.
Al via i primi corsi
Proprio il VPS sta organizzando un primo corso di formazione, che partirà a fine aprile e sarà disponibile sia in lingua italiana che tedesca. In futuro, anche altri enti formativi riconosciuti potranno inserire questi percorsi nella propria offerta.
Più qualità e competitività
La direzione è chiara: puntare su qualità, professionalità e trasparenza. Anche perché, come evidenziato dagli operatori del settore, le grandi piattaforme turistiche richiedono sempre più spesso standard elevati e certificazioni per poter accogliere nuove strutture.
Con questa scelta, l’Alto Adige si muove in anticipo rispetto ad altri territori, cercando di rafforzare la competitività del comparto turistico senza rinunciare alla tutela del mercato abitativo locale.
Una strategia che punta a coniugare sviluppo turistico e sostenibilità, mettendo al centro formazione e qualità del servizio.
