LAIVES – Una truffa telefonica particolarmente sofisticata, costruita con tecniche di manipolazione psicologica e falsificazione dell’identità digitale, ha colpito un pensionato 70enne residente a Laives, causando un danno economico di quasi 30mila euro. A conclusione delle indagini, i militari della Stazione locale dell’Arma dei Carabinieri hanno denunciato due uomini, di 34 e 41 anni, residenti rispettivamente nel Lazio e in Puglia.
L’episodio risale ai primi di marzo, quando la vittima si è presentata presso la caserma per denunciare quanto accaduto. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era stato contattato telefonicamente da soggetti che si erano inizialmente qualificati come operatori bancari. Successivamente, sfruttando la tecnica dello “spoofing” – che consente di falsificare il numero chiamante – i truffatori avevano fatto apparire la chiamata come proveniente dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bolzano.
Uno degli interlocutori si era addirittura presentato come ufficiale dell’Arma, convincendo il pensionato che fosse in corso un tentativo di frode sul suo conto corrente. Con una narrazione credibile e costruita ad arte, i malviventi hanno indotto l’uomo a “mettere al sicuro” i propri risparmi, spingendolo a recarsi in banca per effettuare un bonifico istantaneo di 29.800 euro verso un conto corrente indicato telefonicamente.
Il denaro, una volta accreditato, è stato rapidamente suddiviso e trasferito su altri conti, rendendo più complessa la tracciabilità delle somme.
Le indagini, condotte con tempestività dai Carabinieri di Laives attraverso accertamenti tecnici e bancari, hanno però permesso di ricostruire il percorso del denaro e identificare i presunti responsabili, che sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria.
Il comandante della Compagnia Carabinieri di Egna, il capitano Federico Seracini, ha sottolineato la pericolosità di queste truffe, sempre più evolute: i malintenzionati utilizzano strumenti tecnologici per simulare contatti ufficiali e guadagnarsi la fiducia delle vittime.
Fondamentale, ribadiscono i Carabinieri, è ricordare che né le banche né le forze dell’ordine richiedono mai bonifici urgenti o trasferimenti di denaro. In presenza di richieste sospette è necessario interrompere immediatamente la comunicazione e contattare direttamente il proprio istituto di credito o il numero unico di emergenza 112, oppure recarsi di persona presso una sede delle forze dell’ordine.
L’episodio rappresenta l’ennesimo campanello d’allarme su un fenomeno in costante crescita, che colpisce in particolare le persone più vulnerabili. Resta inoltre valido il principio della presunzione di innocenza per gli indagati, fino a eventuale sentenza definitiva.
