BRESSANONE – Si è conclusa con un arresto ad alta tensione l’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bressanone, che nelle prime ore del 2 maggio hanno fermato tre uomini ritenuti responsabili di una lunga serie di furti in alberghi di lusso dell’Alto Adige.
I malviventi, intercettati a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta dopo due colpi messi a segno a Naz-Sciaves, stavano tentando la fuga imboccando l’autostrada del Brennero. Al casello di Varna, i Carabinieri hanno predisposto un posto di blocco, ma alla vista dell’alt il conducente ha accelerato violentemente, speronando frontalmente un’auto di servizio dell’Arma nel tentativo di aprirsi una via di fuga.
Nonostante il forte impatto e i gravi danni riportati dai mezzi coinvolti, i militari sono riusciti a bloccare e immobilizzare i tre uomini, di origine albanese, che hanno opposto una forte resistenza fisica durante il fermo. Due Carabinieri sono rimasti feriti nel corso dell’operazione.
All’interno dell’auto utilizzata dalla banda sono stati rinvenuti gioielli, contanti, attrezzi da scasso e indumenti utilizzati per travisarsi durante i colpi. Gli investigatori sono inoltre riusciti ad attribuire ai tre arrestati diversi furti commessi nei giorni precedenti in strutture ricettive situate nei comuni di Badia, Chienes e Scena.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo agiva con un modus operandi ben collaudato, prendendo di mira hotel di pregio e causando ingenti danni economici alle strutture colpite.
I tre sono stati arrestati con le accuse di furto aggravato continuato in concorso, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, e trasferiti nel carcere di Bolzano. Il 5 maggio il GIP del Tribunale di Bolzano ha convalidato gli arresti, disponendo per tutti la custodia cautelare in carcere.
Per uno dei componenti della banda è inoltre emerso un ordine di carcerazione pendente emesso dalla Procura di Novara nell’ottobre 2023 per altri reati commessi in Piemonte. L’uomo sarebbe riuscito finora a sottrarsi alla giustizia utilizzando un nome falso.
A margine dell’operazione, l’Arma dei Carabinieri ha evidenziato l’importanza dei sistemi di videosorveglianza installati nelle strutture colpite, risultati determinanti per identificare i responsabili grazie alle immagini ad alta risoluzione. Da qui anche l’appello agli operatori del settore turistico a investire in impianti professionali di sicurezza, considerati strumenti fondamentali per la prevenzione e il supporto alle indagini.
