venerdì, Ottobre 16, 2026
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Impennata di truffe telefoniche: il Comitato provinciale per le comunicazioni spiega come difendersi

by Massimiliano Maglione

BOLZANO. Torna a crescere l’allarme per le truffe telefoniche e digitali. In questi giorni, su WhatsApp, sta circolando la cosiddetta truffa della “ballerina”, una forma evoluta di smishing (phishing tramite messaggistica) che sta colpendo migliaia di utenti in tutta Italia. A lanciare l’avvertimento è il Comitato provinciale per le comunicazioni, attraverso la presidente Judith Gögele, che invita alla massima prudenza: «Non cliccate su link sospetti e non condividete mai codici di verifica o dati personali».

Come funziona la truffa

Il meccanismo è studiato nei dettagli per sfruttare la fiducia tra contatti.

Il messaggio arriva da un numero già salvato in rubrica – spesso quello di un amico o di un familiare il cui account è già stato compromesso – e contiene la foto di una giovane ragazza vestita da ballerina, accompagnata da un testo rassicurante:

«Ciao! Puoi votare per Federica? È la figlia di una mia amica. Partecipa a un concorso di danza e con il tuo voto può vincere una borsa di studio. Non costa nulla, basta un click qui: [link]».

Viene sempre precisato che “non è richiesto alcun pagamento”, proprio per abbassare le difese della vittima.

In realtà, il link non rimanda ad alcun concorso: conduce a un sito fraudolento che riproduce l’aspetto di una piattaforma ufficiale (simile a Facebook o ad altri social), dove viene chiesto di inserire il numero di telefono e, successivamente, il codice di verifica a sei cifre ricevuto via SMS da WhatsApp.

Il momento decisivo: il codice a sei cifre

«Fornendo quel codice», spiega Gögele, «la vittima consegna inconsapevolmente le chiavi del proprio account WhatsApp ai truffatori. In pochi minuti perde l’accesso al profilo».

Il codice a sei cifre è infatti il sistema di autenticazione utilizzato da WhatsApp per attivare un account su un nuovo dispositivo. Inserendolo nel sito falso, si autorizza di fatto il passaggio dell’account nelle mani dei criminali.

A quel punto:

WhatsApp si disconnette dallo smartphone della vittima; i truffatori prendono il controllo del profilo; lo stesso messaggio della “ballerina” viene inviato a tutti i contatti in rubrica, diffondendo la truffa in modo esponenziale.

Dopo qualche ora iniziano le richieste di denaro: «Ho bisogno urgente di soldi», «Mi hanno rubato il portafoglio», «Ho un problema familiare». Messaggi studiati per fare leva sulla fiducia e sull’urgenza.

Le regole d’oro per difendersi

Il Comitato provinciale per le comunicazioni ribadisce alcune semplici ma fondamentali misure di prevenzione:

Non cliccare mai su link sospetti, anche se arrivano da contatti conosciuti. In caso di dubbio, chiamare direttamente la persona con una telefonata vocale, non via chat. Non condividere mai codici di verifica, dati personali o bancari. Non cedere alla pressione psicologica o all’urgenza. Bloccare e segnalare numeri sospetti. Non rispondere a numeri sconosciuti, soprattutto se esteri. Non richiamare numeri che hanno fatto solo uno squillo. Iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni per limitare le chiamate indesiderate.

«La prevenzione passa dall’informazione», conclude Gögele. «Basta un attimo di distrazione per perdere l’accesso ai propri dati e mettere a rischio anche amici e familiari».

In un contesto in cui le truffe digitali diventano sempre più sofisticate, l’unica vera difesa resta la consapevolezza: nessun concorso, nessuna emergenza improvvisa e nessuna offerta troppo vantaggiosa giustificano la condivisione di codici di sicurezza o informazioni personali.

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