BOLZANO – Oltre 6,7 chilogrammi di hashish nascosti nella fossa di un ascensore. È il quantitativo di droga sequestrato nella mattinata di oggi dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Bolzano nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti sul territorio.
L’operazione è scattata dopo la segnalazione di un tecnico specializzato nella manutenzione di ascensori che, durante un intervento in uno stabile di via Palermo, ha notato nella fossa dell’impianto un sacchetto in nylon contenente diversi panetti che emanavano un forte odore riconducibile a sostanza stupefacente.
Allertata la Centrale Operativa, sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma che, dopo aver effettuato le verifiche del caso, sono riusciti ad accedere alla fossa dell’ascensore recuperando il sacchetto sospetto.
Il successivo controllo effettuato presso gli uffici del Comando ha permesso di accertare che all’interno erano custoditi 66 panetti di hashish, per un peso complessivo di circa 6,7 chilogrammi.
Nel dettaglio la sostanza era così suddivisa:
5 panetti per circa 513 grammi con involucro blu recante la scritta “Il Mostro”; 17 panetti per circa 1,7 chilogrammi con involucro nero con la scritta “Gomorra” e immagini riconducibili alla nota serie televisiva; 44 panetti per circa 4,4 chilogrammi con involucro blu con logo e scritta “Regione Calabria”.
L’intero quantitativo di droga è stato sequestrato a carico di ignoti. Lo stupefacente verrà custodito presso il Comando dell’Arma in attesa delle analisi di laboratorio e delle successive procedure di distruzione previste dalla normativa.
Secondo una stima basata sui prezzi medi di vendita al dettaglio, la sostanza sequestrata avrebbe potuto fruttare, una volta immessa sul mercato illecito, tra i 65mila e gli 80mila euro.
«Questo risultato – ha dichiarato il comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano, tenente colonnello Stefano Esposito Vangone – dimostra quanto sia fondamentale la collaborazione tra cittadini e istituzioni. Una segnalazione attenta e responsabile ha consentito di sottrarre al mercato illegale un ingente quantitativo di sostanza stupefacente che, con ogni probabilità, era destinato ad alimentare l’attività di spaccio sul territorio, con evidenti ricadute sulla sicurezza e sulla salute pubblica».
