MALLES/BOLZANO – Nella notte tra l’11 e il 12 agosto, poco dopo la mezzanotte, un lupo maschio di circa 45 chilogrammi è stato abbattuto a 2.800 metri di altitudine in Alta Val Venosta. L’animale era stato rintracciato all’interno di un gruppo di vitelli.
L’operazione, condotta dal Corpo Forestale Provinciale, è avvenuta in seguito al decreto firmato il 30 luglio dal presidente della Provincia Arno Kompatscher, che autorizzava l’abbattimento di due lupi nell’area. Il provvedimento, preso in base alla legge provinciale n. 10/2023, ha ottenuto il via libera sia dall’Osservatorio faunistico provinciale che dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). L’autorizzazione è valida per 60 giorni.
Kompatscher ha elogiato la professionalità degli operatori forestali, definendo l’intervento “una base importante per la regolamentazione dei lupi pericolosi e per la salvaguardia del tradizionale allevamento alpino”. Sulla stessa linea l’assessore provinciale all’Agricoltura e Foreste, Luis Walcher, che ha parlato di “una minaccia crescente per il settore e, in alcuni casi, per la sicurezza pubblica”.
Tra maggio e luglio di quest’anno, nella zona interessata sono stati registrati 31 attacchi di lupo ad animali da pascolo, confermati e documentati dalle autorità. Nella stagione alpestre precedente gli episodi erano stati 42. Nonostante le misure di protezione adottate, i danni non sono stati evitati e le malghe coinvolte sono state dichiarate “zone di protezione dei pascoli”.
Il 14 luglio è entrato in vigore l’emendamento alla Direttiva Habitat, dopo la decisione dell’Unione Europea di declassare lo status del lupo da “strettamente protetto” a “protetto”, aprendo così alla possibilità di interventi di controllo mirato.
