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IRPEF e cedolare secca, il 30 novembre scade il secondo acconto 2026

by Massimiliano Maglione

Il CAAF CGIL-AGB ricorda gli obblighi per i contribuenti: pagamento in un’unica soluzione con F24 oppure trattenuta sulla retribuzione o sulla pensione di novembre per chi presenta il modello 730 con sostituto d’imposta.

Si avvicina la scadenza per il versamento del secondo o unico acconto IRPEF e cedolare secca relativo al 2026. Lunedì 30 novembre è il termine indicato per i contribuenti tenuti al pagamento, sulla base di quanto risulta dalla dichiarazione dei redditi.

A ricordarlo è il CAAF CGIL-AGB, che invita a verificare per tempo gli importi dovuti e le modalità di versamento, soprattutto in caso di variazioni dei redditi o dei contratti di locazione.

Come effettuare il pagamento

Per chi ha presentato il modello REDDITI Persone fisiche oppure il modello 730 senza sostituto d’imposta, il versamento deve essere effettuato tramite modello F24. Il secondo o unico acconto va corrisposto in un’unica soluzione entro la scadenza prevista.

Diversa la procedura per lavoratori dipendenti e pensionati che hanno presentato il modello 730 con sostituto d’imposta: in questo caso, l’importo viene trattenuto direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico sulla retribuzione o sulla pensione di novembre.

È quindi consigliabile controllare il prospetto di liquidazione della dichiarazione e il relativo cedolino, così da verificare l’importo effettivamente trattenuto.

Come viene calcolato l’acconto

L’acconto viene normalmente determinato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente, secondo il cosiddetto metodo storico. Per le persone fisiche, il pagamento è generalmente suddiviso in due rate e la seconda rata di novembre corrisponde ordinariamente al 60% dell’acconto complessivo.

In presenza di una previsione di reddito e imposta inferiori per il 2026, chi versa tramite F24 può valutare il ricorso al metodo previsionale, che consente di ridurre l’importo dell’acconto o, quando ne ricorrono le condizioni, di azzerarlo.

La scelta richiede tuttavia particolare attenzione: se l’acconto versato risulta insufficiente rispetto all’imposta effettivamente dovuta, possono essere applicate sanzioni e interessi.

Per chi presenta il modello 730 con sostituto d’imposta, il termine ordinario indicato per chiedere la riduzione o l’annullamento della trattenuta era il 10 ottobre.

L’invito del CAAF CGIL-AGB

Il CAAF CGIL-AGB invita i contribuenti a non attendere gli ultimi giorni per verificare la propria situazione fiscale. In caso di dubbi sul calcolo dell’acconto, sulle modalità di pagamento o su eventuali variazioni del reddito, è possibile rivolgersi alle sedi del servizio di assistenza fiscale per ricevere indicazioni sulla propria posizione.

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