giovedì, Settembre 24, 2026
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Rinnovo del contratto dei docenti, Maglione: “Servono tempi rapidi e più attenzione alle attività extrascolastiche”

by Mara Fusaro

BOLZANO – È stato finalmente riaperto nei giorni scorsi il tavolo di trattativa tra la Provincia e le organizzazioni sindacali per il rinnovo del contratto dei docenti. Un passaggio atteso da tempo dal mondo della scuola, che mette sul piatto una cifra complessiva rilevante: 110 milioni di euro, di cui 90 milioni destinati all’aumento degli stipendi e 20 milioni ancora oggetto di confronto, anche per un possibile impiego a sostegno delle attività extrascolastiche all’interno degli istituti.

A commentare positivamente l’avvio del confronto è Max Maglione, vicepresidente del Consiglio d’Istituto delle scuole Don Milani e Leonardo da Vinci e membro della Consulta provinciale dei genitori, che sottolinea l’importanza di arrivare rapidamente a un’intesa.

«Mi aspetto che si possa giungere a un accordo in tempi rapidi – afferma Maglione – soprattutto alla luce della disponibilità dimostrata dalla Provincia. È fondamentale garantire stabilità e certezze al mondo della scuola, a partire dai docenti, che rappresentano il pilastro del nostro sistema educativo».

Accanto all’apertura del tavolo contrattuale, Maglione evidenzia però alcune criticità che permangono sul fronte dell’offerta formativa. In particolare, viene segnalata una forte disomogeneità tra gli istituti per quanto riguarda le attività extrascolastiche.

«Oggi assistiamo a una situazione molto diversa da scuola a scuola – spiega – con istituti che hanno ripreso e potenziato queste attività e altri che sono ancora completamente fermi. In diversi casi ci sono docenti motivati e disponibili, ma le loro proposte vengono bocciate dai Consigli di classe, rendendo impossibile lo svolgimento di attività che potrebbero arricchire l’offerta formativa».

Una condizione che, secondo Maglione, penalizza sia gli insegnanti sia soprattutto gli studenti. «Bloccare chi vuole fare e mettersi in gioco significa impoverire la scuola e rinunciare a opportunità preziose».

Con l’anno scolastico ormai avviato verso la conclusione, il vicepresidente del Consiglio d’Istituto segnala inoltre un netto ridimensionamento delle attività extrascolastiche a tutti i livelli, dalle scuole primarie fino alle secondarie di primo e secondo grado.

«Mi auguro fortemente che questa riduzione non diventi un’abitudine anche per il futuro – conclude – perché le attività extrascolastiche sono fondamentali per la crescita personale, la socialità e il percorso educativo dei nostri ragazzi. La scuola non può limitarsi alla sola didattica frontale: investire in queste attività significa investire nel futuro delle nuove generazioni».

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